Gazzetta di Reggio

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DAMIANO RAZZOLI (PD) 

«Abbiamo il dovere di fare tesoro della sua eredità»

«Abbiamo il dovere di fare tesoro della sua eredità»

REGGIO EMILIA. «La vita di Otello Montanari, non solo per la più recente battaglia simbolica e di valorizzazione del Tricolore, ma soprattutto per la forza nel difendere i suoi valori e le sue...

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REGGIO EMILIA. «La vita di Otello Montanari, non solo per la più recente battaglia simbolica e di valorizzazione del Tricolore, ma soprattutto per la forza nel difendere i suoi valori e le sue posizioni durante gli anni di Piombo e il dibattito sull’eredità della Resistenza, promotore della campagna “Chi sa parli”, ha rappresentato cosa significa fare politica a Reggio Emilia». A dirlo è Damiano Razzoli, segretario Circolo Centro Storico del Pd.

«Di fronte a una figura come quella di Otello Montanari, che Pierluigi Castagnetti ha descritto come una quercia, “solida, con le radici profonde e allargate” – prosegue Razzoli – le nuove generazioni che gestiranno il futuro della città hanno una sfida e una responsabilità: il dovere morale di fare tesoro della sua eredità politica e metterla al servizio della comunità». E ancora: «Otello Montanari è iscritto al Circolo del Centro Storico del Pd. Per ricordarlo nel modo più vivido, ci affidiamo alle parole di Antonio Bernardi: “Con Otello Montanari se ne va un protagonista della storia di Reggio Emilia di oltre mezzo secolo. Partigiano combattente, dirigente di primo piano del Pci reggiano, Deputato nella terza Legislatura repubblicana, Otello è stato una personalità forte, a volte anche controversa. Nella sua vicenda personale bene può riassumersi la storia dei comunisti nell’Italia democratica, i loro meriti e le loro contraddizioni, i silenzi e le grandi aperture innovative, il contributo decisivo a rendere la nostra provincia, per benessere economico e civiltà delle relazioni sociali, una delle più progredite d’Italia. Negli anni difficili in cui l’Italia dovette affrontare il pericolo terrorista, Otello fu il punto di riferimento per tutto lo schieramento antifascista in difesa della democrazia e della Costituzione, il perno di raccordo tra l’azione politica dei partiti e le istituzioni dello Stato. Incancellabile resta il suo contributo a rompere la cappa di silenzi e omertà sul difficile dopoguerra reggiano. Scelta che costò ad Otello critiche anche aspre, incomprensioni e lacerazioni anche con compagni di una vita intensa, ma che fu decisiva per rendere giustizia piena a chi fu, come Nicolini, Baraldi, i loro compagni di sventura, condannato innocente, vittima di una giustizia cieca e di parte, propria di tempi torbidi”».



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