«Ma andare a votare domenica significa alimentare le divisioni»
CAVRIAGO. «Ancora una volta e sino all’ultimo purtroppo dobbiamo registrare il tentativo del comitato promotore (del referendum, ndr) di cambiare le carte in tavola per provare a strappare qualche...
CAVRIAGO. «Ancora una volta e sino all’ultimo purtroppo dobbiamo registrare il tentativo del comitato promotore (del referendum, ndr) di cambiare le carte in tavola per provare a strappare qualche consenso», afferma il comitato per il no "Insieme per la nuova Rodari", che sostiene la posizione del sindaco e della giunta cavriaghese.
«E’ stato annunciato già a partire dal febbraio 2017 che il progetto di riqualificazione della scuola Rodari sarebbe stato rivisto. Non sono parole. Questo annuncio è stato dato ad una pubblica assemblea il cui contenuto è stato verbalizzato e diffuso più volte dalla stampa e in appositi incontri con la scuola e con i cittadini. La domanda semmai è un’altra: perché il comitato promotore ha deciso di fare il referendum senza attendere di vedere il progetto rivisto? La risposta è semplice. Perché gli obiettivi del referendum nulla hanno a che vedere con la scuola! Quando le prime indicazioni sul nuovo lay out progettuale hanno iniziato ad arrivare, come annunciato da più di un anno, il comitato promotore si è trovato nella posizione molto imbarazzante di dover giustificare il referendum, anche di fronte alla prova concreta che alla Cremeria è possibile fare una scuola adeguata alle esigenze di bambini ed insegnanti. Il comitato “Insieme per la nuova Rodari” non ha tentato di svuotare il referendum di significato. Purtroppo a questo ha già pensato il comitato promotore rifiutando di convenire, come proposto durante l’incontro pubblico del 16 aprile, sul fatto che oggi un accordo tra le parti è concretamente possibile. Gli sviluppi sul progetto – prosegue il comitato per il no – dimostrano l’adeguatezza della nuova Rodari alle esigenze della scuola. Dimostrano che la Cremeria è e potrà essere ancora per molto tempo abitata dalla comunità scolastica. I soldi ci sono. I tempi promessi dall’Amministrazione per la realizzazione dell’intervento ad oggi sono rispettati. Andare a votare il 22 aprile avrebbe l’unico obiettivo di contribuire ad alimentare scontri e divisioni in paese e a rendere sempre più cupa l’alba del 23 aprile. Noi non voteremo quindi, perché ci rifiutiamo di spendere tempo ed energie per polemiche sterili e, alla luce dei fatti, inutili».
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