Gazzetta di Reggio

Reggio

Memoria storica e turismo prende vita Resist-Enza

di Andrea Munari
Memoria storica e turismo prende vita Resist-Enza

Il progetto prevede un percorso sulla lotta al fascimo nella Val d’Enza. Per raggiungere un pubblico più vasto creato un sito internet apposito

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un museo sulla Resistenza diffuso su tutto il territorio della provincia di Reggio Emilia, dall’Appennino alla Bassa e che possa essere un ulteriore strumento di memoria storica per le scuole, il turismo e per un pubblico molto più ampio di quello che solitamente si approccia alla storia della resistenza.

Sull’asse del fiume Enza si sono scritte pagine indelebili della resistenza al fascismo, con storie di uomini, non solo reggiani ma anche stranieri che hanno deciso di combattere accumunati dallo stesso desiderio di libertà. Sono le storie dei fratelli Cervi, di Meuccio Ruini e Giuseppe Dossetti, Giovannino Guareschi e Dietrich Bonhoeffer. «È un’iniziativa che punta sulla promozione culturale – ha dichiarato l’assessore Natalia Maramotti – e il risultato è un prodotto turistico di qualità che valorizza i criteri fondanti della nostra resistenza e questo è abbastanza tempestivo anche da un punto di vista storico considerato quello che sta accadendo in Italia e in Europa».

Tra i principali fautori di questo progetto c’è stato il Comune di San Polo: «Abbiamo fatto un lungo lavoro di raccolta dati in tutti i Comuni coinvolti – ha proseguito il vice sindaco Edmondo Grasselli – e a breve sarà inaugurato anche il percorso fisico della Via della libertà, con il nuovo percorso Cai che va da Canossa a Brescello, in cui saranno presenti punti di informazione e cartellonistica dedicata. L’obiettivo è quello di creare un turismo etico». La memoria storica della Val d’Enza unisce tutti i comuni nonostante le tante diversità sia territoriali sia amministrative e il progetto Resist-Enza è uno strumento per promuovere tutto questo territorio.

«Questo progetto permette di abbinare la memoria storica alla promozione del territorio – ha sottolineato il presidente della Provincia Giammaria Manghi – dando vita a qualcosa di unico fino a questo momento e distintivo della nostra provincia».

La Resistenza al fascismo ha contraddistinto tutto il centro-nord italiano e il progetto sviluppato nella nostra città può essere parte di un mosaico che andrà a completarsi con tutte le altre esperienze in modo da poterle dare ancora più ampio respiro sia a livello nazionale sia europeo. «I fratelli Cervi, Meuccio Ruini nel 70esimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, Eberhard Bethge e Dietrich Bonhoeffer – ha affermato Giorgio Vecchio presidente del comitato scientifico dell’Istituto Cervi – sono tutte carte che possono permettere a questo progetto di uscire dai confini locali, facendo conoscere le esperienze della resistenza in Italia e aprendo le porte anche all’Europa».

Il sito www.laviadellaliberta.it dà la possibilità a tutti di conoscere la storia della resistenza partigiana: «È un’operazione di storia che si fa per un pubblico vasto e non solo quella che viene fatta dagli studiosi per gli studenti – ha sottolineato lo storico Mirco Carrattieri – e ha visto coinvolti tutti i comuni, le istituzioni e le comunità coinvolte, valorizzando ciò che possiedono. Abbiamo così dato vita a un materiale che può essere utile per più aspetti, dalla scuola alle commemorazioni del calendario civile, fino a un pubblico che solitamente non si avvicinerebbe a questi argomenti. Il web ci permette di raggiungere un vasto numero di persone».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google