Gazzetta di Reggio

Reggio

Minori stranieri non accompagnati Servono più tutor

di Andrea Munari
Minori stranieri non accompagnati Servono più tutor

Accolti 48 ragazzi a Reggio, ma i volontari sono solo 23 Comune, garante e Asp cercano nuove persone disponibili

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REGGIO EMILIA. Quarantotto minori stranieri non accompagnati accolti e ventitré tutori volontari disponibili, di cui la metà già formati. Sono questi i numeri relativi a Reggio Emilia nei primi tre mesi del 2018. Numeri che diventano molto più ampi se viene presa in considerazione l’intera Emilia Romagna, dove al 31 gennaio 2018 erano 929 i giovani stranieri non accompagnati, su oltre 15.000 arrivati in tutta Italia, e circa 300 tutori volontari. «La legge 47 del 2017 prevede la figura del tutore volontario, ovvero una persona che si assuma la tutela di un minore straniero non accompagnato – ha affermato Clede Maria Garavini, garante per l’infanzia e l’adolescenza – e questi minori hanno gli stessi diritti di tutti gli altri, come scritto sulla carta dell’Onu. Le domande per poter svolgere questo ruolo devono essere inviate direttamente alla Regione, poi è il garante a valutare ogni richiesta e selezionare quelle che sono adatte a ricoprire questo ruolo».

Il tutore è una vera e propria figura di riferimento per questi giovani, per lo più adolescenti provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione Europea, che hanno dovuto affrontare la migrazione senza il supporto dei propri familiari e che una volta arrivati in Italia si sono ritrovati da soli. Il tutore rappresenta la figura che vigila non solamente dal punto di vista giuridico sul ragazzo, ma instaura con lui un rapporto di fiducia: «Le relazioni che si devono instaurare devono essere fatte per favorire il processo di integrazione di questi ragazzi, che si trovano catapultati in una situazione completamente diversa da quella di provenienza – ha sottolineato il vicesindaco e assessore al Welfare Matteo Sassi – figure che devono essere autonome e in grado di instaurare rapporti che vadano al di là del semplice aspetto burocratico. I tutori volontari diventano il punto di riferimento per questi adolescenti».

All’ufficializzazione dell’accordo tra il Comune di Reggio, il garante per l’infanzia e l’Asp Reggio Emilia città delle persone era presente anche il presidente di quest’ultima Raffaele Leoni: «Questa che inizia è una nuova fase del nostro rapporto con l’amministrazione locale – ha sottolineato Raffaele Leoni – e metteremo in campo tutta la nostra esperienza maturata nel corso di questi anni».

Dai dati in possesso del garante oggi, il comune con il maggior numero di tutori volontari è Bologna, seguito da Ferrara e Parma. La maggior parte degli aspiranti tutori sono soprattutto donne, con un età inferiore ai 45 anni. Sono persone di elevata cultura e che conosce almeno una lingua straniera. I nuovi tutori volontari saranno formati attraverso un corso predisposto dal Comune di Reggio Emilia e dall’Asp Reggio Emilia città delle persone della durata di 24 ore. In questo corso saranno approfonditi il ruolo e i compiti del tutore volontario, l’organizzazione dei servizi, l’ambito giuridico, le esperienze migratorie e gli aspetti psicologici dei minori migranti.



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