Processo per il rogo «Prima la perizia poi (forse) i testi»
REGGIO EMILIA. Una memoria difensiva che si basa su un articolo della Gazzetta di Reggio: è la richiesta avanzata dalle parti civili a margine dell’udienza a carico di Marco Lansi, il 33enne accusato...
REGGIO EMILIA. Una memoria difensiva che si basa su un articolo della Gazzetta di Reggio: è la richiesta avanzata dalle parti civili a margine dell’udienza a carico di Marco Lansi, il 33enne accusato di tentato omicidio, incendio aggravato e atti persecutori per aver dato fuoco al Gattaglio’s Pub. Il 22 settembre 2016 Lansi si presentò al Gattaglio’s Pub (dove aveva lavorato), svuotò due bottiglie di benzina in testa al titolare e appiccò le fiamme nel locale, strapieno di gente in panico. Ieri in aula è stato incaricato il perito Pierluigi Turrini, che dovrà stabilire se Lansi fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Ma la sorpresa è stata la richiesta avanzata dalle parti civili, avvocato Federica Riccò per il titolare Matteo Neri e avvocato Alberto Prati per il collaboratore Stefano Corradi (i legali hanno anche hanno nominato un perito di parte, Laura Muscatello).
Partendo da un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 10 febbraio 2018, dove si riferiva di un testimone che aveva inseguito di corsa Lansi subito dopo il rogo e gli aveva parlato ricevendo un pugno in faccia, le parti civili hanno depositato una memoria difensiva comprensiva dell’articolo, chiedendo al tribunale di subordinare la soluzione del quesito all’escussione di testimoni (l’inseguitore, ma non solo).
Il collegio giudicante, presieduto da Simone Medioli Devoto (a latere Sarah Iusto e Stefano Catellani) non ha però accolto la richiesta: prima la perizia e dopo le testimonianze. Una decisione motivata dal fatto che, se sarà acclarata l’incapacità, Lansi non è giudicabile e addio processo. Una eventualità non peregrina, visto che Lansi – ex barman finito alla sbarra in ben cinque processi, dallo stalking alle lesioni, difeso dagli avvocati Vainer Burani ed Helmut Bartolini – è tuttora in libertà vigilata in seguito alla sentenza del 4 ottobre 2017, firmata dal giudice Angela Baraldi, che lo aveva assolto dall’estorsione su uno psichiatra perché incapace.
Prossima udienza al 14 novembre 2018. Una scelta che non è stata ben accolta da Neri e Corradi, presenti in aula: «Si è trattato di un gesto programmato, Lansi è perfino tornato indietro per controllare: il gesto di una persona non lucida, ma nemmeno incapace – ha commentato Neri – Non pretendo il carcere, ma mi auguro che si vada a processo e che le vittime (non solo noi) possano sentirsi al sicuro». (am.p.)
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