Rapinata del cellulare e aggredita in strada
Arrestato nigeriano 30enne, la sua difesa in aula: «È la mia ex, ero geloso perché telefonava ad altri»
REGGIO EMILIA. «Eravamo fidanzati, ero geloso perché lei usava il telefono per mettersi in contatto con diversi uomini: perciò le ho strappato il cellulare». È quanto ha dichiarato in aula Alex Oseiwe Ibadin, nigeriano di 30 anni, sedicente, clandestino, senza fissa dimora e con precedenti alle spalle, arrestato dalla polizia per rapina impropria.
I fatti risalgono al pomeriggio di lunedì scorso in viale Regina Margherita, dove alcuni passanti hanno soccorso una ragazza aggredita da un uomo poi fuggito. La Volante arrivata sul posto ha identificato la giovane in una nigeriana di 24 anni la quale, dopo essere stata medicata in ospedale, in inglese ha spiegato cosa fosse accaduto. Svariate volte era stata importunata da un connazionale che si era presentato come Oseiwe: ogni volta che lo incontrava per strada, soprattutto nella zona della Coop di via Sani, l’uomo gli proponeva di diventare la sua ragazza o di fare sesso con lui. Lei si era sempre rifiutata e i tentativi di approccio si erano conclusi con l’allontanamento del 30enne. Lunedì alle 15 però, mentre lei stava spettando il bus in viale Regina Margherita davanti a un ristorante che vende kebab, se lo era ritrovato esattamente dietro di sé, in sella a una bicicletta, e subito le chiedeva di andare via con lui. All’ennesimo rifiuto, Ibadin per tutta risposta le ha strappato il cellulare di mano, un Samsung bianco, facendo per rimontare in bici. La ragazza ha cercato di tornare in possesso del maltolto, c’è stato uno scambio verbale e il connazionale ha reagito picchiandola con violenti pugni al volto e facendola cadere a terra.
La 24enne è stata soccorsa da alcuni passanti, tra i quali una donna testimone oculare, che ha confermato la versione della ragazza. La vittima ha in seguito dichiarato agli agenti di conoscere l’aggressore, perché domiciliato nel suo stesso palazzo in centro. A quella porta hanno bussato i poliziotti: ha aperto lo stesso Ibadin, subito riconosciuto dalla vittima, che ha consegnato spontaneamente il cellulare della ragazza che aveva in tasca. Ai poliziotti l’uomo ha dichiarato che la 24enne è una prostituta, ma dagli accertamenti non è risultato affatto e il 30enne è stato riconosciuto anche dalla testimone.
Ieri in tribunale Ibadin è comparso per la direttissima a suo carico per il reato di rapina impropria: ha risposto alle domande e fornito la sua versione dei fatti, completamente diversa da quella della vittima. Il pm onorario, che sostituiva Maria Rita Pantani, ha chiesto la custodia cautelare, gli avvocati difensori Mario Di Frenna e Lucia La Rocca una misura meno afflittiva. Il giudice monocratico Andrea Rat ha convalidato l’arresto e disposto il divieto di dimora nel territorio di Reggio Emilia e provincia. Per termini a difesa, il prosieguo della direttissima è stato fissato al 12 giugno prossimo.
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