Reggio Emilia, cyberpedofilo cerca di adescare alcuni studenti di scuola media
La Postale indaga su un potenziale cyberpedofilo che tramite WhatsApp ha cercato di circuire alcuni ragazzi della scuola media Pertini, inviando loro filmati porno e spacciandosi per una loro coetanea
REGGIO EMILIA. Un cyberpedofilo in possesso dei numeri di telefono di alcuni studenti di scuola media che, spacciandosi per una ragazzina, cercava di farsi inviare foto e video delle loro parti intime. È questo l’inquietante scenario emerso grazie ai racconti degli stessi alunni coinvolti, che hanno parlato con i docenti e con i genitori denunciando il fatto.
Teatro di questi fatti, come rivelato ieri sera da Telereggio, l’istituto comprensivo Sandro Pertini di via Medaglie d’Oro della Resistenza. È qui che, qualche tempo fa, sui cellulari di alcuni ragazzini sono iniziati ad arrivare i messaggi del pedofilo, inviati tramite la chat di WhatsApp. L’esca, pensata per convincere i minorenni a spogliarsi e mostrarsi in video, era quella di spacciarsi per una loro coetanea di terza.
Per convincere gli studenti al testo erano allegati anche filmati e foto osceni, a carattere pornografico. Il patto proposto dalla persona nascosta dietro lo schermo era quindi quello di uno scambio reciproco. Un escamotage che tuttavia non ha convinto i giovani i quali, fin da subito, si sono rivolti ai loro professori raccontando quanto stava accadendo.
Professori che, allarmati, hanno informato le dirigenza scolastica. «Immediatamente – spiega Daniele Cottafavi, presidi della Pertini II – abbiamo invitato i nostri alunni a parlarne con i genitori, informandoli. È un fatto che ci preoccupa molto anche se esterno alla scuola, è il pericolo delle nuove tecnologie in mano a dei ragazzi così giovani. Ogni anno organizziamo dei momenti per educarli a un uso corretto di questi strumenti e il 26 aprile avevamo già in programma un incontro fra la psicologa dell’istituto e i genitori proprio su questo argomenti».
Una volta che questi tentativi di adescamento sono stati raccontati ai genitori, una delle madri ha quindi deciso di presentare denuncia alla polizia postale che ora ha avviato le indagini.
Lo scopo è quello di scoprire chi c’è dietro il numero di cellulare che ha scritto ai minori, sperando così di rivelare la vera identità di questo cyberpedofilo.
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