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Violenze sessuali del prof Ragazzine davanti al pm

Violenze sessuali del prof Ragazzine davanti al pm

Castelnovo Monti, saranno sentite in due il 10 giugno per fare luce sui vari episodi Massimo riserbo sull’incidente probatorio che si è svolto nei giorni scorsi

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CASTELNOVO MONTI. Sul caso dell’insegnante 65enne delle scuole superiori di Castelnovo Monti, accusato di violenza sessuale su studentesse, si è svolto nei giorni scorsi l’incidente probatorio: un accertamento unico e irripetibile che si assume, in fase di indagini preliminari, e che ha valore di prova ai fini istruttori, eseguito dal pm Stefania Pigozzi e sul quale il riserbo è massimo. Due ragazzine saranno ascoltate il 10 giugno prossimo.

Il caso era scoppiato il 6 marzo scorso, quando erano venute a galla le pesantissime avances sessuali durante le lezioni pomeridiane di equitazione da parte di quel docente maturo, e all’apparenza irreprensibile, sul quale ora pendono pesanti capi d’imputazione: tentata violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, violenza privata e stalking.

Una vicenda che ha sollevato parecchio scalpore nel capoluogo montano e destato costernazione nella scuola superiore dove si sarebbero svolti i fatti. Sono tre le ragazze (una di 14 e due di 15 anni; a confidarsi e a parlare con i genitori è stata l’unica delle tre, la 15enne, con la quale il professore, secondo l’accusa, non è riuscito a fare sesso) che accusano l’insegnante per sei differenti episodi, nell’arco di due anni, tutti avvenuti, secondo le vittime, nel corso pomeridiano, cui partecipavano classi miste di maschi e femmine. Secondo l’accusa, l’insegnante riusciva ad allontanare con scuse i compagni e a rimanere solo con la prescelta di turno. Episodi che vanno dai semplici palpeggiamenti al fondoschiena agli apprezzamenti via sms («sei bellissima», «mi piaci tanto»); dalle richieste di foto hard via cellulare ai rapporti orali; fino alla contestazione più grave, ai danni della più piccola, che ha raccontato di essere stata portata in una casetta di legno, legata ai polsi e alle caviglie e costretta ad un rapporto sessuale.

Colpito da ordinanza cautelare, durante l’interrogatorio di garanzia il professore si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma tramite il suo difensore, l’avvocato Domenico Noris Bucchi, aveva fatto sapere di essere turbato e aveva negato ogni addebito.

Il docente è tutt’ora agli arresti domiciliari. La Procura, da parte sua, aveva proseguito le indagini, nella speranza che altre studentesse si facessero avanti, ma al momento il quadro probatorio è rimasto quello iniziale.

Ambra Prati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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