«Fatta un po’ di giustizia, ma il dolore resta»
Quattro Castella: la mamma di Marco Montruccoli commenta la seconda sentenza sull’omicidio
QUATTRO CASTELLA. «Un po’ di giustizia terrena almeno è fatta». Mara Guidetti, la mamma di Marco Montruccoli, all’indomani della sentenza di secondo grado che ha condannato per l’omicidio del figlio anche Daniel Tufa – 13 anni di pena, al posto dell’assoluzione in primo grado – commenta così il nuovo verdetto, che ha aggravato anche la pena per Fatmir Hykaj da 20 a 22 anni, e aumentato le provvisionali.
«Noi siamo contenti, da una parte, perché ci aspettavamo da sempre un po’ di verità. Era inutile negare fatti così evidenti. Le foto, i risultati delle autopsie, ciò che è stato mostrato in aula dimostrano che è stata un’aggressione vera e propria, che realmente me lo hanno ammazzato con ferocia – sottolinea la donna –. Quello che abbiamo sempre chiesto agli avvocati, è che si andasse avanti con la giustizia. Voglio ringraziare moltissimo il pm Maria Rita Pantani e i nostri avvocati, Giovanni Tarquini e Francesca Guazzi, perché hanno lavorato sodo, perchè si battono per la giustizia».
«Noi non vogliamo di certo che degli innocenti vadano in carcere – aggiunge – ma chi sbaglia paga. E questo chiunque esso sia. Sia albanese, francese, reggiano... Se fosse stato mio figlio a uccidere, direi la stessa cosa. Poi, che gli abbiano dato dieci anni o un mese non cambia assolutamente niente, perché il nostro dolore è esattamente come tre anni fa». Quel maledetto 2 febbraio, Marco e Matteo Montruccoli si trovavano a casa di quest’ultimo, a Roncolo. È qui che ricevettero la visita dei due albanesi. Un incontro sfociato con l’omicidio del 34enne e il grave ferimento del fratello Matteo. «La Cassazione? Andiamo pure avanti e vedremo cosa salterà fuori – sottolinea Mara Guidetti –. Io vorrei solo che mio figlio avesse pace. E che la avessimo noi e i suoi bambini. Anche lui (Hykaj ndr) ha un bambino. Mi dispiace. Lo ricorderà tutti i giorni mio figlio, perchè è nato proprio quella notte. Quando è nato suo figlio, ha ammazzato un essere umano, lasciato orfani tre bambini. Il suo bambino però almeno lo potrà rivedere suo padre, i nostri non lo rivedranno mai più».
Dai sindaci di Albinea e Quattro Castella, Nico Giberti e Andrea Tagliavini, un messaggio: «L’inasprimento delle condanne va a sancire non solo la responsabilità degli imputati, ma anche la brutalità dell’accaduto. La giustizia ha fatto il suo corso, a dimostrazione del fatto che, in primo grado, la condanna per i due fosse stata troppo lieve. Un plauso all'ottimo lavoro degli avvocati Marco Fornaciari, Francesca Guazzi, Giovanni Tarquini e alla determinazione nel perseguire la verità del pm Maria Rita Pantani. Confermiamo la nostra vicinanza, e quella delle comunità, alla famiglia. La condanna lascia in tutti noi un senso di ritrovata giustizia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
