Gazzetta di Reggio

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Obbliga le migranti alla prostituzione

di Ambra Prati
Obbliga le migranti alla prostituzione

Arrestata una nigeriana con un mandato di cattura europeo In Belgio la 33enne è accusata di traffico di esseri umani

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REGGIO EMILIA. Una 33enne nigeriana, trovata in un appartamento del quartiere Santa Croce, è stata arrestata in base ad un mandato di cattura europeo emesso dalle autorità belghe. La donna infatti era ricercata per il reato di traffico di esseri umani, comprensivo – con le dovute differenze legislative – dei reati italiani di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di sfruttamento della prostituzione, per aver trasportato e fatto prostituire una connazionale.

Secondo la legislazione belga, la donna rischia fino a vent’anni di carcere. La scoperta è stata fatta durante i controlli straordinari nella zona stazione voluti dal questore Antonio Sbordone. Durante una di queste verifiche, mercoledì mattina, gli agenti di Mobile, Volanti e Prevenzione crimine hanno fermato dei nigeriani che presentavano dei documenti sospetti. Il controllo si è poi spostato in un appartamento non lontano da viale Ramazzini, dove risultavano domiciliati. E qui la polizia ha scoperto la presenza della 33enne, Mercury Imuetinyan, dichiaratasi ospite di conoscenti ma in realtà ricercata in tutta Europa.

Secondo le autorità belghe la donna ha fatto entrare almeno una connazionale dalla Libia, l’ha fatta sbarcare in Italia e dalla penisola l’ha portata in Belgio. Qui l’ha fatta prostituire per ripagare il debito del viaggio, costato una cospicua somma di denaro. L’intero tragitto della connazionale, dell’Africa a Bruxelles, è stato ricostruito per intero, con dovizia di elementi probatori, dalle forze dell’ordine del Belgio.

Il mandato di cattura si riferisce ad un’unica “schiava del sesso”, ma è ovvio che gli inquirenti sospettino che ci fossero molte altre donne a seguire quella rotta per essere sfruttate da un’organizzazione ben più articolata. La 33enne è stata prelevata dagli agenti coordinati dal dirigente Guglielmo Battisti e condotta in carcere a Modena, dove esiste la sezione femminile, in attesa dell’estradizione.

Resta da capire, da parte della polizia di Reggio Emilia, chi ospitasse la nigeriana, per quale motivo e se la stessa si trovasse nella nostra città per “affari”. Per questo motivo l’indagine prosegue, nel massimo riserbo, per ricostruire i contatti e i movimenti della nigeriana.

Sotto la lente anche i movimenti economici della donna, che riceveva somme di denaro dalla Nigeria: potrebbe trattarsi della ricompensa dell’organizzazione per i suoi servigi.

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