Ruba alla ditta dove lavora e si gioca il bottino alle Vlt
un 35enne milanese arrestato dalla polizia la sera stessa del furto Era andato in una sala scommesse di viale Piave, a pochi metri dalla questura
REGGIO EMILIA. La polizia lo ha trovato a mezzanotte in una sala giochi di viale Piave, intento a scommettere una somma di denaro quasi equivalente a quella sparita dall’azienda dove lavorava. Secondo gli investigatori, stava affidando alla dea bendata la refurtiva, in una Vlt per di più vicino alla questura. Luca Di Biase, un milanese di 35 anni, domiciliato a Reggio Emilia, è finito dietro alle sbarre, accusato di furto, per aver sottratto nella ditta dove lavorava poco meno di mille euro.
La vicenda risale alla scorsa settimana, quando una società che produce generi alimentari, con sede nel quartiere di Baragalla, ha denunciato alla questura il furto del fondo cassa: da un registratore risultato forzato erano spariti quasi mille euro. I sospetti dei titolari, riferiti immediatamente agli investigatori, si sono subito concentrati su quell’operaio. Sia perché aveva accesso al locale, sia perché era stato assunto di recente, dal novembre 2017, quando si era trasferito a Reggio Emilia appunto per motivi di lavoro.
La Squadra Mobile, coordinata dal dirigente Guglielmo Battisti, ha identificato il colpevole nel giro di due ore: il furto è avvenuto alle 22 e la stessa sera il ladruncolo si trovava nella sala scommesse. Gli agenti hanno preferito indagare senza destare sospetti nell’operaio, che ha continuato a lavorare nell’ufficio finché la Mobile non è entrata in possesso degli elementi sufficienti circa la sua responsabilità. Ad incastrare Di Biase sono state le telecamere del sistema di videosorveglianza aziendale, oltre alle tracce di sangue (nel forzare la cassa, il ladruncolo si è tagliato) lasciate sul posto.
E proprio in base a questi elementi il tribunale di sorveglianza ha emesso un aggravamento della misura a carico del 35enne, che già godeva del beneficio dell’affidamento ai servizi sociali per fatti precedenti, disponendo la misura cautelare in carcere.
Di Biase infatti ha alle spalle precedenti specifici per furto, rapina e ricettazione; il primo arresto risale al 2002. L’operaio infedele è stato prelevato mercoledì mattina dagli agenti della Mobile, che gli hanno notificato il provvedimento e lo hanno condotto al carcere della Pulce.
Ambra Prati
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