UN FIORE SUI LUOGHI DI SEPOLTURA
“E il perdono con la sua grande dose di amore ha avuto la meglio su tutto”. Le scrivo per rendere pubblico un desiderio che mi tormenta l'animo: dopo tanti anni, e nel 2020 saranno 75, in questa...
“E il perdono con la sua grande dose di amore ha avuto la meglio su tutto”. Le scrivo per rendere pubblico un desiderio che mi tormenta l'animo: dopo tanti anni, e nel 2020 saranno 75, in questa nostra terra reggiana è ancora sospesa la riconciliazione dopo la violenza fratricida scatenata dalla dittatura e dalla guerra. Anche nella violenza della guerra ci sono persone che riescono a sognare e a compiere gesti di pace; ma le genti, i popoli, sono avvolti dalla pazzia collettiva, e, a volte, le aspirazioni vere e profonde di pace sfociano in violenza mai desiderata.
Ho vissuto situazioni e sentimenti simili nei primi anni della missione in Brasile, anni di dittatura e di repressione (per ben cinque volte fui minacciato di morte e un nostro animatore fu ammazzato in una imboscata); e la voglia di libertà e di pace erano tanto forti nel nostro animo. Sono i sentimenti di ogni lotta di liberazione, anche se la realtà li rende diversi. Ritornando a casa dopo 15 anni, questo tormento mi indusse a impegnarmi nel tracciare e costruire “il Sentiero della Costituzione”, che da Monte Sole (Marzabotto) porta, attraverso l’Appennino e la Linea Gotica, alla Scuola di Barbiana (Scuola della Libertà), perché dalla Resistenza (vissuta nel sogno e nella foga della guerra) alla Democrazia (cittadinanza di libertà e di pace) era necessario percorrere un cammino di purificazione e di nuove proposte, proprio quello della nostra Costituzione. Il Sentiero è tracciato, ma non siamo riusciti ancora a piantare tutti i paletti dove su ognuno di essi è stampato un articolo della Costituzione; così anche il desiderio della riconciliazione, necessaria per vivere in democrazia (pace e libertà) non ha avuto ancora la sua realizzazione.
La celebrazione di domenica ha reso più forte questo desiderio; e, a ragione, il Vescovo lo ha ridefinito “un seme di pacificazione profondo”. La morte di Otello Montanari fa ricordare con il suo “chi sa parli” la necessità di mettere insieme verità e giustizia e arrivare alla pace. Ora, però, mi sembra assai difficile raggiungere questo obiettivo, e allora proporrei un passo intermedio: ridare forza alla nostra umanità e ridare valore alla nostra Costituzione. Vorrei proporre per il 75° della Liberazione (anno 2020) una Riconciliazione Collettiva, un perdono collettivo, per rendere pienamente effettivo il sogno di libertà e di pace della Resistenza. C'è ancora rancore e ci sono ancora desaparecidos nel nostro territorio reggiano; e allora sarebbe necessario ricercare e far sapere dove sono sepolti per mettere un mazzo di fiori in quei luoghi. Feci questa proposta al Vescovo in occasione della sua visita al Museo Cervi e ad alcuni Sindaci presenti. Mi piacerebbe tanto che lei pubblicasse questa lettera per coinvolgere, quanti lo desiderano, all'impegno affinché ciò si realizzi. La ringrazio tanto.
Don Eugenio Morlini
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