Reggio Emilia, al Parco Ottavi parte la guerra ai topi
Al via lavori di sfalcio e derattizzazione. Montanari: «Sull’area pubblica stiamo intervenendo, sulla privata non possiamo»
REGGIO EMILIA. I volontari del Centro sociale Orologio si sono messi al lavoro da un paio di giorni. E ieri anche le coop sociali alle quali è stato affidato l’appalto hanno cominciato l’attività di sfalcio, rendendo ancor più stridente il contrasto fra il degrado che avanza fra le palazzine abbandonate e la riqualificazione avviata finalmente per l’area verde. Erba alta, fino a ricoprire le panchine, attrezzature, staccionate e cartelli rotti. E poi immondizia un po’ dappertutto. È questo il succo delle ripetute segnalazioni arrivate alla Gazzetta dai lettori sulla situazione di Parco Ottavi: una ferita aperta per la storia recente della città, che ora tuttavia prova a voltare pagina, almeno sui 16 ettari di area pubblica, intitolata alla memoria di Nilde Iotti.
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Un recupero avviato nel dicembre del 2016, quando proprio sul parco, fra contributi regionali e comunali, è stata investita una cifra di 20mila euro per dare inizio ad un percorso di progettazione partecipata: un progetto del quale i frutti più evidenti si stanno raccogliendo in questi giorni, quando dopo anni i 16 ettari di area pubblica hanno cominciato ad assumere le sembianze di un luogo vivibile, nonostante lo sfondo desolante del crac immobiliare che ha mandato in frantumi la Cmr. Lotti di terreni e case che finiscono periodicamente in vendita, nell’ambito della complessa procedura di concordato preventivo.
«Sui 50 ettari di area privata il Comune non può intervenire – spiega l’assessore alla Partecipazione e alla Cura dei quartieri, Valeria Montanari – sull’area pubblica, invece, stiamo intervenendo e la prossima settimana avvieremo la derattizzazione, insistendo in particolare nella zona adiacente il laghetto: l’operazione richiederà una ventina di giorni. A seguire, saranno investiti 55mila euro in una serie di interventi sul laghetto».
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Riparazione delle staccionate che circondano i due laghi, a loro volta sottoposti a lavori straordinari di pulizia e di rimozione delle canne. Abbattimento delle piante secche e potatura di arbusti presenti nelle vicinanze dei laghi. E poi altri lavori di sfalcio e decespugliazione, con la collocazione di circa 30 tonnellate di ghiaia nell’area in cui saranno rimossi i massi. È questo il piano dei lavori che coinvolgerà l’area, su cui ieri la stessa Montanari ha effettuato un sopralluogo, dopo aver ricevuto le segnalazioni arrivate in Gazzetta: «Il senso del percorso partecipato è restituire una centralità al parco Nilde Iotti come luogo di tutti. Il percorso ha coinvolto un centinaio di persone nella fase di progettazione, tra associazioni, centri sociali, scuole e cittadini che abitano nelle zone che si affacciano sul parco. Siamo riusciti a farli collaborare su diverse progettualità e ad attivare nuove risorse e idee, coprogettando con loro le soluzioni per il Parco».
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