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«Il perdono? È già avvenuto 70 anni fa»

di Leonardo Grilli
«Il perdono? È già avvenuto 70 anni fa»

Albertina Soliani risponde all’appello di don Morlini sulla riconciliazione collettiva: «Tutti si sono già dati la mano»

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REGGIO EMILIA. La riconciliazione collettiva fra gli eredi della Resistenza e coloro che la combatterono sanguinosamente fra il 1943 e il 1945, il «perdono per tutti» invocato in una lettera alla Gazzetta di Reggio da don Eugenio Morlini, per la presidente dell’Istituto Cervi, Albertina Soliani, in realtà c’è già stato.

Un tema, quello del riavvicinamento fra i figli e i nipoti dei fascisti uccisi dai partigiani e quelli di coloro che si batterono per la Liberazione, tornato prepotentemente nel dibattito pubblico domenica 15 a Castellarano. Quando, nella Pieve di San Valentino, di fronte al vescovo Massimo Camisasca e ai familiari del beato Rolando Rivi, Meris Corghi, la figlia del partigiano condannato per l’uccisione del giovane seminarista, ha chiesto pubblicamente perdono.

Poi, ieri, l’appello di don Morlini a seppellire definitivamente i rancori della guerra civile entro il 75esimo anniversario della Liberazione, nel 2020.

Il perdono tuttavia, totale e indiscriminato, per la Soliani è già accaduto in modo naturale sette decenni fa. «Penso al giorno della Liberazione – commenta la presidente dell’Istituto – che è stato un grande cambiamento e un dono per tutti. Finiva una storia tragica di violenza e c’era il sogno di una vita libera e in pace, di una convivenza fra tutti. Una svolta così forte che si davano la mano tutti, quelli che erano stati da una parte e quelli che erano stati dall’altra. Quelli che erano nella Resistenza, quelli che l’hanno combattuta e quelli che erano stati ai margini. È tutto già avvenuto, siamo noi che ancora dopo 70 anni non abbiamo capito la svolta che c’è stata allora».

Questo però, conclude la Soliani, non vuol dire che queste ultime spinte alla riconciliazione siano negative: «Sono gesti buoni, vuol dire che si vogliono fare dei passi in avanti. Ma non vorrei che leggessimo solo questi gesti del perdono perdendo di vista ciò che è successa allora. E il fatto che tutti quanti debbano sentirsi protagonisti di una vita nuova, dentro il perdono è semplicemente naturale: è una premessa imprescindibile per vivere assieme in pace».

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