Inaugurate piccole e grandi rivoluzioni
Ieri in piazza Martiri del 7 Luglio il via ufficiale del Festival seguito dal “Grand Bal” e dall’aperture di tutte le mostre
REGGIO EMILIA. Orfana degli splendidi e ovattati Chiostri di San Pietro, l’inaugurazione della tredicesima edizione di Fotografia Europea è stata accolta ieri pomeriggio in un’assolata piazza Martiri del 7 Luglio immersa nel chiacchiericcio dell’aperitivo-time. Piazza che accoglierà in questo fine settimana i principali eventi in agenda. Dove eventi sta per confronti incontri dibattiti performance legati dal filo rosso di un clic.
Dopo l’intervento del sociologo e giornalista bielorusso Evgenij Morozov, esperto di nuovi media e dei loro effetti sulla società, che si è soffermato sulla visione rivoluzionaria della tecnologia, è toccato ai relatori istituzionali illustrare il tema di Fotografia Europea: “Rivoluzioni. Ribellioni. Cambiamenti. Utopie”. In prima fila Graziano Delrio beato tra le donne accanto alle onorevoli Antonella Incerti e Vanna Iori.
Che cos’è la rivoluzione oggi? O meglio, di quale rivoluzione avremmo oggi bisogno? Chiamati a rispondere il sindaco Luca Vecchi, l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, il presidente della Fondazione Palazzo Magnani, Davide Zanichelli, e il curatore di Fotografia Europea, Walter Guadagnini.
«La prima rivoluzione è che quest’anno c’è il sole», esordisce sorridendo Luca Vecchi prima di tracciare in breve la storia di «una Fotografia Europea che quando è nata ha fatto discutere ma noi, in un’epoca in cui era molto amato e condiviso lo slogan per cui non si mangia con la cultura, abbiamo sempre pensato che grazie alla cultura si possa stare meglio insieme». Da qui il percorso di un festival che è diventato «l’appuntamento nazionale di fotografia più importante». La rivoluzione oggi? «In questo momento storico abbiamo bisogno della forza tranquilla di una rivoluzione che metta al centro la quotidianità delle persone. La cultura serve anche a questo». Sulla stessa linea l’assessore Massimo Mezzetti per il quale «oggi la vera utopia è l’illusione di pensare che possiamo proseguire all’infinito con l’attuale modello di sviluppo. Si tratta di cambiare paradigma affiancando alle linee tradizionali di sviluppo nuovi vettori che hanno a che fare con l’ambiente, la salute, la cultura». Grande soddisfazione esprimono le parole di Davide Zanichelli: «È la prima edizione che ho seguito in tutte le sue fasi e ho toccato con mano uno sforzo che è stato corale». Quanto alla mostra di Palazzo Magnani “Sex & Revolution”, Zanichelli sottolinea «il concetto di libertà che è costitutivo di tutte le rivoluzioni». Per finire con un compiaciuto Guadagnini: «Ogni volta che chiamo i più grandi artisti a Reggio Emilia, puntualmente rispondono di sì. E il sì non lo dicono a me, ma a Fotografia Europea».
E mentre alle 19 aprono le 23 mostre ufficiali spalmate in 13 luoghi, oltre alle 400 del Circuito Off, piazza Martiri si trasforma in palco per ospitare il “Grand Bal”: 150 danzatori “orchestrati” da Arturo Cannistrà accompagnati dai percussionisti del “Peri” che poi traslocano in piazza Prampolini. La vera rivoluzione? La sparizione delle transenne con la fontana, rigorosamente asciutta, trasformata in parquet.
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