«Nessun pericolo idrocarburi nei terreni dell’alluvione»
BRESCELLO. Dopo diversi mesi di attesa e di preoccupazione da parte degli agricoltori delle zone colpite dall’alluvione dell’Enza dello scorso dicembre, Coldiretti Reggio Emilia ha provveduto ad...
BRESCELLO. Dopo diversi mesi di attesa e di preoccupazione da parte degli agricoltori delle zone colpite dall’alluvione dell’Enza dello scorso dicembre, Coldiretti Reggio Emilia ha provveduto ad effettuare prelievi nelle zone più a valle interessate all’esondazione e a sottoporli ad analisi chimiche alla ricerca, principalmente, di idrocarburi leggeri e pesanti. I valori riscontrati «rassicurano e non impongono la necessità dell’asportazione del terreno».
I valori di idrocarburi leggeri e pesanti presentano infatti un range che colloca i terreni in questione destinabili a “verde pubblico, privato e residenziale”, ovvero con la miglior classificazione di terreno utilizzabile anche per aree gioco per bambini e altri usi frequenti. I valori rientrano abbondantemente nei limiti previsti per utilizzo verde pubblico, privato e residenziale anche nelle zone ritenute più problematiche per ristagno d’acqua come una zona sommersa da tre metri d’acqua ed una di utilizzo idrovore, due dei luoghi oggetto di campionamento. Il sistema di classificazione è quello indicato dalla normativa “Terre di scavo e bonifiche”, utilizzata per la determinazione dei limiti di idrocarburi nei terreni e nel caso di terreni palesemente contaminati prevede la destinazione unicamente a rifiuto. «Alla luce di quanto è emerso – concludono Vitangelo Tizzano e Assuero Zampini, vicedelegato confederale e direttore di Coldiretti Reggio Emilia – è ora di procedere alla rimozione del materiale trattandolo esattamente per quello che è, ovvero terra e sassi. I nostri agricoltori producono cibo e sono doverose le condizioni perché lo facciano al meglio e le rassicurazioni per i consumatori».
Il problema era stato particolarmente sentito nei mesi scorsi a Lentigione, in quanto si temeva che i fanghi lasciati dal fiume dopo il suo passaggio potessero avere effetti nocivi. Alle rassicurazioni arrivate già da alcune settimane, sono così arrivati questi dati ufficiali a sgomberare ogni dubbio. I 5 punti indagati includono anche due zone critiche, ovvero la zona che è rimasta più a lungo sommersa da 3 metri di acqua e la zona in cui sono entrate in azione le idrovore. Gli idrocarburi leggeri sono in tutti e 5 i campioni inferiore alla soglia di 1 milligrammo per chilo. Gli idrocarburi pesanti in 2 campioni presentano valori inferiori ai 5 mg/kg, e negli altri tre valori di 21, 22 e 23 mg/kg. Il valore massimo per assegnazione a verde ad uso pubblico, privato o residenziale è pari a 50 mg, quindi i risultati sono di oltre la metà inferiori a quella che sarebbe la destinazione d’uso più sicura anche per bambini.
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