Sotto "sequestro" per 2 ore all’interno della gioielleria
Dipendente di Ngb Jewels in via Emilia San Pietro si chiude nel locale senza più riuscire ad aprire la porta. Il titolare chiama i vigili del fuoco che la liberano alle 21 con non poche difficoltà
REGGIO EMILIA. Più che un negozio che vende gioielli e bigiotteria potrebbe aspirare a concorrere con Fort Knox. Una porta blindata – ma a vetri – in grado di resistere per due ore abbondanti ai ripetuti “assalti” dei vigili del fuoco non è infatti cosa che si vede tutti i giorni. Il fortino impenetrabile di Reggio Emilia, papabile nuova sede della Banca d’Italia, si trova in via Emilia San Pietro 51/F e si chiama Ngb Jewels. Un’attività che vende gioielli a prezzo abbordabile e che ha altre due sedi, a Modena e a Parma.
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È qui che venerdì sera una giovane dipendente del negozio, Giorgia Curcio, è stata letteralmente sequestrata dalla porta d’ingresso che proprio non ne voleva sapere di aprirsi. Prima ha provato lei, poi il titolare e infine un altro commesso ma la serratura è rimasta lì, inchiodata alla muratura come Excalibur alla sua roccia.
Alla fine sono dovuti intervenire in soccorso della ragazza gli uomini della caserma di via della Canalina, che hanno fatto di tutto per non danneggiare troppo il vetro e il telaio della porta. Ma, dopo due ore di tentativi, non hanno potuto far altro che usare le maniere forti.
Questa disavventura a lieto fine è iniziata attorno alle 19 di venerdì, quando all’interno del negozio di gioielleria erano presenti il titolare, la dipendente e un altro commesso. I due uomini, poco prima della chiusura, sono però usciti per pochi minuti. Il tempo di recarsi al laboratorio poco distante per depositare degli oggetti. In quel momento quindi, rimasta sola in negozio, Giorgia si è chiusa dentro per precauzione.
Una scelta saggia, visti gli episodi di rapina nelle gioiellerie del recente passato, se non fosse stato per un inconveniente: quando i due uomini sono tornati in via Emilia San Pietro 15, la porta non si apriva più. A raccontare quanto successo è la stessa dipendente che, il giorno dopo, è tornata a lavoro con il consueto sorriso sulle labbra.
«Ieri sera (venerdì, ndr) mi sono chiusa in negozio per fare la chiusura della cassa – spiega divertita, ripensando a quelle ore di “prigionia” – prima erano presenti il titolare e un altro collega ma erano andati momentaneamente ai laboratori per portare delle cose e sono subito rientrati».
Senza però riuscire ad aprire la porta. Nonostante gli svariati tentativi, la serratura non ne voleva sapere di sbloccarsi. «Sono stata fortunata – prosegue la giovane – perché sono stati via solo pochi secondi e quando hanno visto che ero rimasta bloccata hanno subito chiamato i vigili del fuoco».
Dalla caserma di via della Canalina è partita una squadra verso le 19 ma l’operazione di salvataggio si è rivelata più complessa del previsto. Complice anche il tentativo dei vigili del fuoco di non distruggere completamente la porta a vetri per non danneggiare troppo l’attività commerciale.
«Alla fine – conclude Giorgia – sono riusciti ad aprire ma ci hanno messo un paio di ore abbondanti».
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