Teste di maiale, si indaga per minacce
Casalgrande: la procura apre un fascicolo contro ignoti per le frattaglie abbandonate dove dovrà sorgere il centro islamico
CASALGRANDE. Le teste di maiale trovate infilate nel cancello di quello che dovrà diventare il nuovo centro culturale islamico a Veggia sono considerate una questione molto delicata. La procura di Reggio ha aperto un fascicolo per minacce gravi, al momento contro ignoti, nel quale farà confluire tutti gli accertamenti investigativi affidati ai carabinieri. L’indagine partirà dall’analisi delle foto delle teste di maiale – già distrutte dopo il ritrovamento – unica prova per ora a disposizione della procura in attesa di rivendicazioni attendibili.
Gli accertamenti dovranno stabilire quindi chi sono gli autori materiali di un gesto interpretato a tutti gli effetti come una intimidazione e che sta già facendo discutere i residenti di Casalgrande, divisi sul progetto che dovrà occupare i 2 mila metri quadri dell’ex macello comprato dalla comunità che aveva prima il suo baricentro a Sassuolo, nella vicina provincia di Modena.
Il ritrovamento delle frattaglie animali arriva dopo quello di uno striscione, in cui era scritto «Veggia cristiana, mai musulmana». A firma di Forza Nuova. Ma il dibattito sulla realizzazione del centro va avanti da tempo. Nei giorni si è registrata la presa di posizione di don Carlo Taglini, parroco di Veggia e Sant’Antonino. In una lettera diffusa in paese, si è dichiarato nettamente contrario alla realizzazione del progetto. «Non ne faccio una questione religiosa – aveva dichiarato il sacerdote – ma di carattere urbanistico e di ordine sociale. Il rischio è di creare confusione e degrado».
Ma dopo l’inquietante ritrovamento, a intervenire sono il Pd e la lista “Casalgrande è passione”, con una lunga nota in cui parlano di fatti che compromettono «la serenità della nostra comunità». «Essi alimentano odio e rabbia incontrollati, anziché essere motivo di riflessioni condivise e soluzioni di buon senso di fronte a situazioni complesse» si legge. «Auspichiamo che le stesse parole di condanna e rifiuto possano provenire anche da tutti i movimenti politici e che si dichiarano difensori dei valori che sono alla base della nostra democrazia, non lasciando che tali episodi vengano considerati, come troppo spesso accade, con superficialità come semplici gesti goliardici» aggiungono. La condanna intanto arriva da Sinistra per Casalgrande: «La temuta ghettizzazione dell'area ci sembra una strumentalizzazione della vicenda che in un paese democratico come il nostro non dovrebbe trovare spazio. Invitiamo i nostri concittadini a non partecipare con le parole, sui social e soprattutto con gesti plateali che ricordano tanto l'Italia del ventennio fascista, gesti che spesso degenerano nella violenza fisica». (e.l.t.)
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