Via Cassoli 1, nuovo round al Comune
Il Consiglio di Stato respinge l’istanza di sospensione presentata dai gestori della sala vlt espropriata e trasformata in spazio giovani
REGGIO EMILIA. Il Comune vince un altro round. E, in attesa dell’udienza di merito, mette a segno un altro colpo nella lunga e tortuosa battaglia giudiziaria che ha portato alla chiusura dell’Admiral, la sala vlt di via Cassoli 1 considerata abusiva perché in contrasto con le norme di destinazione d’uso del Regolamento urbanistico: un locale di 158 metri quadri, posti successivamente sotto sequestro ed esproprio con un iter che si è in parte già concluso nel 2015 con una sentenza del Consiglio di Stato.
È qui che, da qualche settimana, il Comune ha inaugurato il nuovo spazio giovani chiamato proprio #viacassoliuno, finito nei giorni scorsi anche al centro di uno scontro politico a colpi di querele che ha messo l’uno contro l’altro il sindaco, Luca Vecchi, e il parlamentare della Lega, Gianluca Vinci, per il manifesto promozionale nel quale figura Aida Aicha Bodian, originaria del Senegal, fondatrice e presidente di Roots Evolution, una delle dieci associazioni che hanno risposto al bando per la gestione del nuovo spazio.
Il contenzioso per impedire la chiusura della sala vlt era andato avanti su più fronti, dal momento che a presentare ricorso contro i provvedimenti del Comune erano stati sia i proprietari dell’immobile sia i gestori della sala, ai quali era stata chiesta la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato originario. E se nel 2015 il Consiglio di Stato ha già respinto le motivazioni dei proprietari, resta invece in attesa di un pronunciamento definitivo la battaglia legale con i gestori dell’Admiral, ovvero la società Adria Gaming Bolzano srl, incorporata nell’Allstar srl, che già davanti al Tar di Parma avevano chiesto all’amministrazione un risarcimento danni per 29,8 milioni di euro, ora saliti fino a 52 milioni. Ma è proprio su questo secondo filone che il Comune ha messo a segno un nuovo punto, dopo aver già vinto il primo round al Tar di Parma.
Nell’ambito del ricorso in appello avanzato dall’Allstar srl in Consiglio di Stato, infatti, i gestori avevano presentato anche un’istanza cautelare di sospensiva dell’efficacia della sentenza del Tar di Parma. L’istanza è stata respinta dalla sesta sezione del Consiglio di Stato, attraverso un’ordinanza emessa il 19 aprile dalla corte composta da Sergio Santoro (presidente), Bernhard Lageder (consigliere, estensore), Vincenzo Lopilato (consigliere), Italo Volpe (consigliere) e Stefano Toschei (consigliere).
Per i giudici, ha avuto un peso determinante non solo la normativa urbanistica del Comune, ma anche il «tenore della sentenza di questa sezione intervenuta nei confronti dei proprietari». Di qui «l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare».
Una decisione che fa ben sperare il Comune, difeso dal dirigente del Servizio Legale, Santo Gnoni, in vista dell’udienza di merito, in programma nei prossimi mesi, ennesimo capitolo di una saga ora appare sulla strada di una conclusione definitiva. (e.spa.)
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