Gazzetta di Reggio

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«Basta gettare pane alle caprette»

di Ambra Prati
«Basta gettare pane alle caprette»

Il volontario Ermanno Venturelli difende gli animali di via Monte Cisa: «Non sono elefanti...»

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REGGIO EMILIA. Il recinto pieno zeppo di pagnotte di pane, lanciate all’interno del recinto delle caprette, forse per far divertire i bambini. Per fortuna stavolta nessun animale ha accusato un’indigestione, com’era capitato due settimane fa, quando era stato necessario far intervenire il servizio veterinario dell’Ausl perché alcune caprette e una cavallina stavano male. È accaduto nel tardo pomeriggio di domenica al parco che proprio dalle caprette prende il nome, il più apprezzato parco cittadino.

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Una domenica, nell’area verde di via Monte Cisa, affollata di reggiani che cercavano riparo dal caldo anomalo. Alla fine della giornata, nonostante i cartelli avvisino di non dare da mangiare agli animali, qualche visitatore si è fatto prendere la mano, gettando in quantità interi filoni di pane ai quadrupedi.


Per fortuna i volontari, capitanati da Ermanno Venturelli, se ne sono accorti per tempo, raccogliendo il cibo troppo “umano” prima che gli animali lo trangugiassero.

In seguito a questo ennesimo episodio, Venturelli ha lanciato un appello: «Qualcuno ha riempito il recinto di pane. Non va bene, gli animali si gonfiano e hanno problemi a camminare. Non si può continuare così – ha affermato il responsabile – La gente deve capire: sono caprette e non elefanti, hanno la loro dieta specifica. Il pane si può mettere nei contenitori vicino al recinto, poi ci pensiamo noi a darlo in dosi adeguate».

Un appello non nuovo, che finora non ha dato i risultati sperati, visto che le offerte (di pane, ma anche di pasta) sono continuate. Il 10 aprile scorso l’eccessiva generosità dei visitatori per poco non aveva fatto morire una cavallina e qualche capretta, che si erano gonfiate in modo anomalo e avevano difficoltà di deambulazione per aver mangiato cibo per loro inadatto: le caprette infatti sono erbivore, si alimentano di erba, fieno o foraggio. Per fortuna la pesante indigestione si era risolta con qualche giorno in stalla. In quel frangente il Comitato di via Monte Cisa aveva scritto su Facebook: «Gli animali vengono dall’inverno, dove hanno mangiato in modo equilibrato, e ogni anno quando inizia il bel tempo cambiano completamente alimentazione e la loro salute ne risente. Ma mai come quest’anno abbiamo avuto borse di pane rovesciate nel recinto. Vi chiediamo per favore di non buttare sacchi di pane. E se vedete qualcuno che butta sacchi di pane per favore chiedete di non farlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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