Il parco dello Spallanzani rinasce anche grazie al Rotary
REGGIO EMILIA. Il Parco dell’ex ospedale Lazzaro Spallanzani di viale Umberto I sta rinascendo a nuova vita. Ieri è stato abbellito con 18 nuovi gelsi bianchi, che compongono un singolare rettangolo...
REGGIO EMILIA. Il Parco dell’ex ospedale Lazzaro Spallanzani di viale Umberto I sta rinascendo a nuova vita. Ieri è stato abbellito con 18 nuovi gelsi bianchi, che compongono un singolare rettangolo verde. Sono alberi che un tempo affollavano le nostre campagne perché le loro foglie servivano ad alimentare i bachi da seta. Oggi sono una eccezione, che arricchisce lo spazio che si pone fra l’Arcispedale Santa Maria Nuova e l’Amministrazione, accolta in quello che un tempo era il sanatorio riservato a chi era affetto da malattie respiratorie.
La posa degli alberi è stata un gesto simbolico dei due Rotary di Reggio e Val di Secchia ispirati dal presidente internazionale Ian Riseley per l’Earth Day, il Giorno della Terra.
In rappresentanza dei due club reggiani, Leopoldo Manodori e Massimo Versace hanno brevemente sottolineato il significato dell’intervento di carattere ambientale ai numerosi convenuti fra i quali Marcella Mastropietro, Alberto Cadoppi, il presidente incoming Lorenzo Ferretti Garsi, Cristina Carbognani, Nicolas Verzelloni per il Rotaract e il dottor Giuseppe Albertini che ha raccontato come quel parco fosse stato luogo di ristoro per i pazienti e di proiezione di filmati esterni visibili dai ricoverati.
L’intervento rotariano – ha chiarito il dirigente dell’Arcispedale Giorgio Mazzi – è stato un po’ la prima pietra di un piano di recupero che farà diventare il Parco dell’ex ospedale Spallanzani un luogo aperto alla città e fruibile da tutti.
In programma ci sono il rifacimento dei camminamenti, una piantumazione che, compresi i gelsi bianchi, conterà 192 essenze, la dotazione di un impianto d’illuminazione. Sarà inoltre una tappa nella creazione di un percorso di monitoraggio cardiaco che dal Core raggiungerà il Parco delle Caprette: dunque anche centro di medicina per lo sport. La scelta delle piante, di altezze misurate per non intralciare la vicina base di atterraggio degli elicotteri, e le caratteristiche arboree della vegetazione, sono state infine illustrate da Ugo Pellini, che ha ripercorso la storia dell’edificio eretto nel 1937 e degli alberi (pini neri, cedri e altri sempreverdi) estremamente preziosi per la loro funzione clorofilliana. (l.v.)
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