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Nidi, dalle rette entrate per 5,5 milioni

 Nidi, dalle rette entrate per 5,5 milioni

In consiglio arriva il consuntivo 2017 dell’Istituzione, già presentato in Commissione. Allo studio modifiche per le tariffe

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REGGIO EMILIA. Un bilancio che ha previsto entrate correnti complessive pari a 28,9 milioni, con 21 milioni di risorse trasferite dal Comune per i servizi educativi e 5,5 milioni di rette, in leggero aumento rispetto al 2016. Proprio sul sistema delle tariffe è in corso una revisione, che porterà nel 2018 modifiche ora al vaglio della Commissione criteri e rette. Per quanto riguarda il personale, la spesa risulta di 15,1 milioni, con un calo di circa 140 mila euro rispetto al 2016. Sono alcune cifre del consuntivo 2017 dell’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia del Comune, presentato martedì in Commissione consiliare Scuola e atteso oggi in Sala Tricolore per l’approvazione. «Reggio ha da sempre investito sull’educazione, ritenendo una responsabilità collettiva strutturare le condizioni per favorire l’universalità dell’accesso alla scuola della fascia da 0 a 6 anni in un tessuto sociale responsabile e partecipe – afferma l’assessore all’Educazione Raffaella Curioni – Dopo anni di riorganizzazioni del sistema, la rete di nidi e scuole d’infanzia ha mantenuto la qualità dell’esperienza, aumentando la percentuale di scolarizzazione e ha allargato la risposta a nuove esigenze».

NUOVI SERVIZI. Nel 2017, il Comune ha mantenuto costante il trasferimento di risorse, consentendo così anche la copertura di servizi straordinari, come il servizio estivo: 672 posti a disposizione, grazie all’apertura di sette strutture distribuite in città. Sul fronte trasferimenti, gli investimenti sono aumentati dai 200mila euro del 2016 ai 600mila del 2017: sono state realizzate verifiche di vulnerabilità sismica in dieci edifici, adeguati i requisiti di sicurezza in due nidi, realizzate manutenzioni straordinarie in due scuole e altre opere di riqualificazione di spazi interni e cortili. Sul piano gestionale, un evento che ha caratterizzato il 2017 è stata la necessità di produrre un’organizzazione dei servizi pomeridiani di sostegno dei bambini con diritti speciali e di tempo lungo.

ENTRATE. Il protocollo tra Reggio Children, Fondazione Reggio Children e Istituzione ha prodotto un ritorno economico in aumento: dalla convenzione con Reggio Children è stato trasferito all’Istituzione un contributo di 350mila. Altri contributi in entrata sono stati: 54mila euro da sponsorizzazione (il più rilevante con Global service); 927mila dallo Stato; 14mila euro dalla Provincia; 405mila euro dalla Regione. Inoltre è rimasto il contributo regionale di 18mila euro per agevolazioni alla frequenza al nido. La Manodori ha erogato 250mila euro per il progetto “Cortili aperti”.

RETTE E PAGAMENTI. Ammontano a 2,2 milioni le entrate di rette dai nidi, 2,6 milioni dalle scuole d’infanzia, 542mila euro dalle scuole d’infanzia statali, 93mila dalla scuola primaria. L’attività di monitoraggio dei pagamenti evidenzia l’efficacia del controllo effettuato prima delle procedure coattive, che ha consentito di limitare l’indice di morosità costante nel triennio intorno allo 0,80% nei nidi e al 2,24% nella scuola d’infanzia.

CONVENZIONATE. Per la gestione dei nidi e delle scuole d’infanzia convenzionate la spesa è stata di 4 milioni. La maggior spesa è dovuta all’appalto dei servizi di tempo lungo e del sostegno pomeridiano ai bambini. Il servizio di supporto alle attività pomeridiane nei nidi e nelle scuole, affidato a cooperative educative, ha avuto un costo di 1,2 milioni. Le spese per materie prime, in particolare per generi alimentari è stata di 947mila euro, in decremento rispetto all’anno precedente. Mentre la spesa per affitti è stata di 621.790 euro in decremento rispetto al 2016 per il recesso di un contratto di affitto. Nel consuntivo 2017, è stato rafforzato il fondo di svalutazione crediti, pari a 1.692.564 euro: con un accantonamento 2017 di 160.000 euro e una svalutazione di crediti del 2009-2010 ormai diventati inesigibili. Le imposte 2017 sono state di 598.710 euro. L’anno 2017 si chiude con un risultato di amministrazione di circa 2,8 milioni, di cui 1,7 da accantonarsi nel Fondo svalutazione crediti e 1,1 quale parte vincolata per spese di personale.



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