Referendum, vince l’astensione
Vota solo il 15% degli aventi diritto. Il sindaco: «I cittadini hanno apprezzato il nostro lavoro»
CAVRIAGO. Al referendum per la costruzione di una nuova scuola primaria Rodari, alla fine, vince l’astensione. I cavriaghesi, in massa, non sono andati a votare. Per rendere valida la votazione serviva che il 40% più uno degli aventi diritti ieri si recasse alle urne. Troppo poco quel 15,10% pari a 1.250 votanti per fare la differenza.
«Questo dati ci dice che la proposta ha interessato una piccola parte di elettorato. Un’affluenza così bassa blocca la nostra proposta – commenta Davide Farella, tra i promotori del referendum –. Riteniamo, tuttavia, di aver acceso un riflettore importante sul tema dell’edilizia scolastica, abbiamo dato un contributo rispetto al cambiamento di progetto per la Rodari. La nostra campagna referendaria ha prodotto questo risultato. A questo punto, ci aspettiamo dall’amministrazione che dia un seguito a quanto dichiarato, che apra un tavolo di confronto col mondo della scuola». «È un risultato amaro – commenta Liusca Boni, 45, insegnante, rappresentante per il sì alla De Amicis – dovuto alla campagna per l’astensione che ha fatto il Comune con la lettera alle famiglie, oltre alla scelta di far votare in questa settimana di lungo ponte mentre si sarebbe dovuto votare già due settimane fa. In ogni caso eravamo ben consapevoli che sarebbe stato molto difficile raggiungere il quorum (3.317, ndr), ma aspiravamo a un buon risultato».
Sul fronte del no, invece, così parlava Marina Vitale, rappresentante al seggio alla De Amicis, ieri mattina: «L’affluenza bassa rispecchia il tipo di propaganda che ha fatto il comitato promotore, rivolta a un target molto ristretto. Fortunatamente i cavriaghesi guardano di più alla collettività generale». Una posizione ribadita in serata dal Comitato per il no: «Questo risultato parla da solo. I cavriaghesi non sono elettori distratti: votano quando lo ritengono utile e stanno a casa quando utile non è. Abbiamo sempre cercato un confronto caratterizzato dall’ascolto e dal dialogo nella convinzione che un accordo fosse possibile e avrebbe risparmiato a Cavriago la durezza e l’astio di questa campagna. Sarebbe bastato accettare un semplice confronto per arrivare ad una soluzione condivisa. Rimaniamo coerenti, pronti a proseguire sulla via del dialogo col mondo della scuola e coi cittadini. Terremo conto di questo voto che rispettiamo».
Ieri sera, a caldo, le prime parole del sindaco di Cavriago, Paolo Burani: «La cosa molto chiara è che i cavriaghesi hanno bocciato il referendum su tutta la linea. E lo hanno ritenuto, come l’ho ritenuto io, inutile e dannoso. Hanno risposto nel migliore dei modi. Mi dispiace che non si sia riusciti a far capire anche a chi ha promosso il referendum che non era questa la maniera, ma che il Comune aveva lavorato per trovare una soluzione che era quella che voleva la comunità come è stato espresso alle ultime elezioni. Questo risultato, vuol dire che i cittadini hanno apprezzato quanto fatto nell’edilizia scolastica in questi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
