«Rodari, ho paura per le mie figlie» «Gli edifici storici danno identità»
CAVRIAGO. Una lunga giornata di attesa, soprattutto per i promotori del referendum. Fin dalle prime ore del mattino, un po’ delusi per la bassa affluenza.A mezzogiorno il maggior numero di votanti la...
CAVRIAGO. Una lunga giornata di attesa, soprattutto per i promotori del referendum. Fin dalle prime ore del mattino, un po’ delusi per la bassa affluenza.
A mezzogiorno il maggior numero di votanti la registra il seggio della scuola media con 208 voti, seguito dal seggio delle elementari De Amicis con 190, e fanalino di coda la Rodari con 96.
Ma sul voto non ha dubbi Giusy Bianco, che assieme al marito e alle due gemelline che frequentano la prima elementare alla Rodari è andata a votare per il sì: «Noi siamo di Roma e abitiamo a Cavriago da un anno e mezzo, ma ogni volta che entro alla Rodari ho paura per le mie figlie. È una scuola pericolosa, perché non è sicura. E poi se penso che devono andare a scuola nei container per tanto tempo, con gli sbalzi di temperatura che ci sono oggi, è molto meglio avere una scuola nuova che una ristrutturata».
La pensa esattamente all’opposto Luigi Bianco, 41 anni, ingegnere originario di Gallipoli, che abita a Cavriago da undici anni e ha due figli: un bimbo di 4 anni che frequenta la scuola comunale dell’infanzia e una bimba di soli 3 mesi. «Io ho votato per il no perché sono un sostenitore del recupero degli edifici storici che hanno un’identità e danno identità. Ma visto che sono un papà, tengo molto anche alla sicurezza e, con i mezzi di oggi, è possibile rendere sicuri edifici storici recuperandoli e lasciandoli in eredità ai nostri figli – spiega –. Io ho studiato ingegneria a Siena e la facoltà era in un antico monastero del 1.300, una struttura bellissima che nel secolo scorso è stata trasformata in ospedale psichiatrico ed oggi, grazie al restauro, è diventato un gioiello architettonico che ospita le facoltà di ingegneria, fisica e lettere».
Luca Ficarelli, 43 anni, impiegato, rappresentante per il sì alla Rodari, è soddisfatto «perché si è ammesso che il progetto iniziale era assolutamente inadeguato e anche perché sono venuti a votare sia residenti senza la cittadinanza che sedicenni».
Non ha peli sulla lingua Maria Amedea Donelli, medico chirurgo, consigliera comunale, rappresentante per il no alla Rodari: «In realtà al comitato promotore della scuola importa ben poco: questo è un referendum fazioso, contro l’amministrazione comunale, per dividere il paese e per prepararsi per le elezioni amministrative del 2019. Tante le bugie diffuse: non è vero che i bimbi saranno nei container, ma in prefabbricati, ed era noto che il progetto Pratonera doveva essere modificato con le norme antisismiche già da tempo. Inoltre, la Rodari è già dotata di una palestra e di un parcheggio. Ma soprattutto è la memoria storica al femminile di Cavriago, perché era nata come Cremeria, produceva il burro Stella e dava lavoro a tante donne. È uno dei pochi edifici storici del paese. Per questo all’esterno l’edificio sarà restaurato, ma all’interno sarà rifatto completamente di nuovo e avrà aule spaziose e sicure. Purtroppo c’è chi fa l’ecologista a metà: al mattino pianta alberi e al pomeriggio cementifica i campi». Non rilascia dichiarazioni a seggi aperti Davide Farella,42 anni, impiegato del Comune di Reggio, rappresentante per il sì alle scuole medie Galilei (lo farà a voto concluso), mentre il collega Alessandro Sandrolini, 20 anni, studente lavoratore, rappresentante per il no, dichiara che «chiunque vinca, è bello che il paese si sia interessato alla vicenda e che esprima il proprio parere con il voto o con l’astensione».
Daniela Salati
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