Alla discarica Sabar si coltiva l’alga che piace ai vegani
Novellara: dopo le serre di basilico, inaugurata un’area di mille metri quadrati per l'alga spirulina. Il direttore Boselli: «La chiusura avverrà a fine anno, ci stiamo trasformando»
NOVELLARA (Reggio Emilia) La giornata mondiale della terra, che si è svolta domenica, a Novellara è stata l’occasione per la discarica di Sabar di aprire le porte. E inaugurare una nuova attività collaterale alla discarica: le serre di alga spirulina. In vista della chiusura definitiva della stessa discarica - «tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019» spiega il direttore, Marco Boselli - crescono le attività intorno al core business. Quella delle coltivazioni in serra è una di queste.
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«Produciamo calore in esubero dalla cogenerazione del biogas, che utilizziamo già per riscaldare 5mila metri quadrati di coltivazione a basilico in serra - racconta - Abbiamo pensato di ampliare le serre con un altro prodotto di nicchia, innovativo, come l’alga spirulina. Un’alga che ha molte proprietà come quella di essere al 60% proteica e per questo viene utilizzata da vegani e vegetariani nelle loro diete, ma ha anche importanti proprietà antiossidanti».
Sono mille i metri quadrati di serra dedicati all’alga spirulina. «Tre vasche in cui tutti i giorni se ne raccoglie il 25% del contenuto - prosegue - Questa alga microfiltrata è una specie di marmellata che viene asciugata, strizzata, trasformata in spaghetti. Tutto questo avviene qui, grazie a uno degli impianti più automatizzati d’Italia, frutto del know how reggiano perchè è stato realizzato con il coinvolgimento di Atlantic Man di Castelnovo Sotto, Bi Tecnology di Reggio, Edil Più di Salvaterra».
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Va avanti il direttore: «La discarica sarebbe il nostro core business, ma ci stiamo trasformando in vista della chiusura. Intorno alla discarica sono partite tante attività connesse che mantengono l’occupazione: una persona si occupa di questa serra, dal nostro stabilimento viene riconvertita per questa attività».
La chiusura della discarica non significa che a Novellara finisce tutto. «La gestione durerà 50 anni, fino al 2068 per la gestione del gas. Ma al di là di questo c’è tutto il discorso della differenziata, del recupero dei materiali che va avanti, un processo che abbiamo iniziato nel 2011. Abbiamo infatti un capannone per la suddivisione di carta e cartone; l’impianto della plastica; quello per la gestione del verde. Accogliamo anche materiali del bacino di Iren, di Mantova Ambiente. Non serviamo solo il nostro territorio, che ci porta qui solo il 30% di questi rifiuti recuperabili».
L’open day domenica mattina è stato salutato da almeno un centinaio di persone a cui è stata data la possibilità di visitare i nuovi spazi della discarica di Sabar. I bambini poi sono stati coinvolti in alcune attività didattiche e laboratori che divertendo hanno anche cercato di dare loro informazioni sul tema dell’ambiente, dei rifiuti e del loro recupero.
A “officiare” il taglio del nastro c’erano il sindaco di Novellara, Elena Carletti, e il presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi.
«Questa esperienza è partita tanti anni fa come discarica, ora è molto altro: un parco fotovoltaico, ora ci sono le serre di alga spirulina dopo quelle di basilico tutte alimentate col biogas della discarica. Sabar è diventato un vero parco ambientale» dichiara il sindaco. «Questo impianto vuole disegnare prospettive per il futuro, quando verrà chiusa la discarica. Ci sono le condizioni per generare un cammino che continua» conclude Manghi. (el.pe)
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