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Brescello, l’affondo del Gruppo di discontinuità con l’anpi 

«Diserta il 25 Aprile perché legata a partiti coinvolti?»

«Diserta il 25 Aprile perché legata a partiti coinvolti?»

BRESCELLO. Prosegue la battaglia a suon di botta e risposta tra il Gruppo di discontinuità e l’Anpi. Il gruppo brescellese, dopo la risposta a firma congiunta dell’Anpi provinciale e brescellese,...

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BRESCELLO. Prosegue la battaglia a suon di botta e risposta tra il Gruppo di discontinuità e l’Anpi. Il gruppo brescellese, dopo la risposta a firma congiunta dell’Anpi provinciale e brescellese, invia un’ulteriore replica in quanto non soddisfatto di quanto affermato dal presidente Ermete Fiaccadori. «Abbiamo ricevuto due mail – spiegano Paolo Monica e Lorella Galli – e nessuna delle due è una risposta al nostro invito al presidente Fiaccadori affinché venisse a Brescello in occasione del 25 Aprile per parlare di Resistenza al nazifascismo, di mafia e di malgoverno. Dobbiamo essere chiari e non tentare di confondere la realtà delle cose. Noi non ci siamo rivolti al presidente Fiaccadori accusando l’Anpi provinciale di non impegnarsi contro il fenomeno mafioso, mentre abbiamo parlato dell’assenza della sezione brescellese in questa battaglia. A Brescello gli eventi sulla mafia li abbiamo organizzati noi e qualche altro, non l’Anpi, anzi l’Anpi non ha mai partecipato e questo dimostra l’indifferenza di chi dirige la sezione Anpi brescellese. Oggi, vista la non risposta di Fiaccadori, ci poniamo tante domande e ci preoccupa che non faccia mai riferimento al primo e unico Comune dell’Emilia Romagna sciolto per infiltrazioni mafiose. Perché non risponde al nostro invito per il 25 Aprile, un Comune al termine di due anni di commissariamento, vissuto nell’assoluto silenzio da parte dell’Anpi locale?». «La convinzione del presidente – prosegue la nota del Gruppo di discontinuità – che la comunità di Brescello abbia la forza di far prevalere la legalità, senza affrontare i problemi che la riguardano, è semplice ipocrisia. Sa benissimo che la realtà di questo paese è un'altra. Sa benissimo che i soggetti principali di una piccola comunità come la nostra che si sarebbero dovuti attivare non l’hanno mai fatto, Anpi compresa. L’Anpi deve dire perché non vuol parlare del commissariamento di Brescello. È forse legata a qualche partito coinvolto e deve difenderlo? Speriamo di no, perché se così fosse sarebbe una vergogna e non avrebbe il diritto di rappresentare tutti i partigiani morti per la libertà dell’Italia, compreso mio padre, che mise a rischio la sua vita e quella della sua famiglia trasformando la sua abitazione in una casa di latitanza». «Il presidente Fiaccadori – aggiungono – se vuole essere credibile, deve dire con chiarezza perché non viene a Brescello il 25 Aprile, perché non parla del commissariamento del paese e perché non parla delle responsabilità di chi ha amministrato questo Comune. Non ha più senso concentrare lo sforzo di un’associazione come l’Anpi solo sul ricordo della Resistenza al nazifascismo, oggi deve farsi carico anche della Resistenza contro la criminalità organizzata, dissociandosi eventualmente, da persone che hanno avuto un ruolo nel disfacimento morale del Comune». (a.v.)

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