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«Il via al cantiere entro la fine dell’anno»

«Il via al cantiere entro la fine dell’anno»

Il sindaco Burani sul voto: «Accusati di non aver a cuore i bambini, invece abbiamo sempre pensato alla sicurezza»

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CAVRIAGO. «Nel 2014, nel programma elettorale, avevamo inserito la ristrutturazione della Rodari e i cittadini, anche attraverso questo referendum, hanno rimarcato ancora una volta che sostengono l’amministrazione comunale in questa scelta». Il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, dopo le prime dichiarazioni a caldo di domenica sera dopo il risultato del referendum sulla scuola e dopo un mese di silenzio imposto dalle regole elettorale, riprende la parola. Da vincitore, di fatto, della consultazione popolare finita con un’adesione decisamente bassa - appena il 15,10% pari a 1.250 aventi diritto, il sì ha vinto con l’80% - tanto da nemmeno sfiorare il quorum.

«Dispiace molto per i toni che si sono raggiunti in questi mesi, per le spaccature che questa campagna referendaria ha creato, per la politicizzazione che è stata fatta su un tema che da sempre ci sta molto a cuore, l’edilizia scolastica, la scuola, la sicurezza e soprattutto i bambini. Dispiace anche per le inesattezze che sono state dette» sottolinea.

E riprendere in mano il filo del discorso sul progetto scuola. «Un anno e mezzo fa era stata sciolta la convenzione con Pratonera proprio per rimettere mano a quel progetto di ristrutturazione. Che senso aveva fare un referendum prima di aspettare le modifiche?». Alle accuse di non aver preso in considerazione le sollecitazioni del mondo della scuola, replica: «Basta guardare le modifiche per rendersi conto che le cose non stanno così. Avevamo e abbiamo ben presenti le esigenze della scuola, che sono esigenze che riguardano certamente la struttura ma anche ciò che si fa dentro alla scuola. Invito tutti a spendere energie e pensieri anche su questo. La cittadinanza comunque si è espressa, anche attraverso l’astensione. Tengo poi a precisare che io, come sindaco, non ho mai invitato la cittadinanza a non andare a votare, sia chiaro, visto che sono stato accusato anche di questo».

A farlo era stato il comitato per il no, sostenuto anche dal Pd. Prosegue Burani: «Siamo stati accusati di non avere a cuore le sorti della scuola e dei bambini, invece questo progetto parte proprio dall’idea che riteniamo importante continuare a investire nel mondo dell’educazione, mettiamo al primo posto la sicurezza e stiamo progettando una ristrutturazione in linea con le attuali esigenze scolastiche. Ma crediamo anche che il recupero di edifici storici, il non continuare a edificare siano scelte di un’amministrazione attenta anche all’ambiente, al territorio e alla propria storia. E a chi dice che quell’edificio, l’ex Cremeria, non è nata per essere una scuola, ricordiamo che ad esempio l’ex Caserma Zucchi ospita oggi l’Università per non parlare del Centro Loris Malaguzzi che trova sede all’ex Locatelli. Entrambe importanti realtà educative. È quindi il contenitore il problema? Dipende sempre come si recupera un edificio». Sul fronte del progetto, spiega: «Grazie all’escussione della fideiussione, che ci garantisce di avere una copertura finanziaria certa per questi lavori, al contrario di quanto era indicato nel quesito referendario, stiamo procedendo con l’iter previsto per la ristrutturazione. Entro fine 2018 aprirà il cantiere». E poi: «Dispiace che su una questione così importante c’è chi ne ha approfittato per fare campagna politica. Su certe questioni contano i progetti concreti e realizzabili. Ho trovato scorretto ed inopportuno l’intervento soprattutto di figure politiche esterne». E annuncia: «Ora, con il mondo della scuola, proseguirà anche il confronto su altri temi, al di là dell’edilizia scolastica, come bullismo e pedofilia».

Ma sul fronte del sì la polemica sembra tutt’altro che sopita. Su Facebook, scrive Natascia Cersosimo del M5S: «Il comitato promotore del referendum non è formato da due partiti politici, ma dai genitori, insegnanti e semplici cittadini. Chi ha inviato a casa lettere sul referendum con il simbolo di partito è solo il Pd. Chi ha politicizzato , boicottato e reso vano un referendum rimane sempre il Pd».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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