Gazzetta di Reggio

Reggio

Un night camuffato da circolo sociale

di Ambra Prati
Un night camuffato da circolo sociale

La squadra mobile ha apposto i sigilli al “Marylin Club”: i clienti consumavano rapporti sessuali all’interno

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REGGIO EMILIA. Lo statuto dell’associazione affermava che la stessa “assiste la persona e in particolare i giovani in disagio; offre ascolto e assistenza tramite volontari e operatori qualificati; promuove la conoscenza dei principi alimentari e la degustazione dei prodotti tipici; promuove una condizione di armonia per creare beneficio a livello bioenergetico e di distensione muscolare; promuove i giochi da tavolo”.

Ma quando la squadra mobile ha fatto irruzione nel circolo privato “Masone Club”, noto come “Marilyn Club” di via Socini a Masone, non ha affatto trovato i soci intenti a giocare a Monopoli: era un vero e proprio night, dove si potevano “noleggiare” corpi e passare serate trasgressive.

Il finto circolo era un paravento, dove veniva tollerata e favorita la prostituzione, con il classico armamentario di ogni night: esibizioni ammiccanti, divanetti, privè e possibilità di consumare rapporti sessuali all’interno e all’esterno del locale.

Il gestore del circolo, A.F., un reggiano di 69 anni – il presidente del circolo è un altro, ma la polizia ritiene di avere le prove che il titolare reale era il 69enne, con alle spalle precedenti specifici – è stato denunciato a piede libero per i reati di favoreggiamento della prostituzione e apertura abusiva di locale di pubblico spettacolo. Inoltre è stato colpito da una serie di salate sanzioni amministrative (dell’ordine di migliaia di euro) per aver usufruito degli sgravi fiscali riservati alle associazioni e per non essere stato in possesso dell’autorizzazione per un night.

Partendo dai controlli straordinari in zona stazione, l’indagine della squadra mobile è ben presto risalita al locale storico, che si era trasformato in associazione nel 2014, sebbene la gestione di A.F. risalga a inizio di quest’anno.

In quanto circolo, il locale avrebbe dovuto selezionare la clientela: in realtà è emerso che l’ingresso era indiscriminato, bastava pagare una tessera-biglietto da 10 euro (comprensiva di una consumazione) per godersi lo spettacolo. E proseguire la serata, per chi lo desiderasse, nei privè (piccole aree con divanetti chiusi da tende) oppure all’esterno, concordando la prestazione con la singola ragazza. A conclusione delle indagini, coordinate dal pm Maria Rita Pantani, la squadra mobile ha ottenuto un decreto di perquisizione dalla procura di Reggio Emilia e ha provveduto ad apporre i sigilli al locale, che è stato sottoposto a sequestro preventivo e chiuso “sine die”. Ora il proprietario delle mura dovrà rescindere il contratto per riaffittare il locale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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