«Violata l’intimità della persona»
Il procuratore aggiunto di Bologna solidale con l’ex premier Prodi dopo il furto
BOLOGNA. «A chi subisce un furto in casa ho sempre espresso tutta la mia più sincera solidarietà e comprensione. Sono anni che definisco chi commette questi furti “ladri di ricordi”. La razzia nella propria casa viola non solo il tuo spazio, ma la tua intimità più profonda e può lasciare tracce indelebili nelle vittime. È un dolore che spesso ti accompagna per tantissimo tempo». Questo il commento del procuratore aggiunto di Bologna dopo il furto subito dall’ex premier Romano Prodi nella sua casa di via Gerusalemme: «Ovviamente – ragiona il magistrato, che ha richiamato le espressioni usate domenica da Prodi – questi delinquenti esistono perché esistono i ricettatori, cui seguono non poche persone che acquistano soddisfatte oggetti preziosi a un valore assai inferiore a quello reale. Si compiacciono di avere “fatto un affare”. Assistiamo da qualche tempo a modalità diverse: gli oggetti in oro vengono subito fusi, per impedire di risalire alle loro fattezze e quindi ai loro proprietari. Ovviamente le indagini, alle volte, riescono a individuare gruppi di malfattori verso i quali l’esecrazione deve essere totale e unita a trattamenti sanzionatori adeguati alla gravità del reato commesso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
