Gazzetta di Reggio

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Da Reggio Emilia studenti in viaggio per la legalità

di Andrea Munari
Da Reggio Emilia studenti in viaggio per la legalità

Dal 2 al 4 maggio le quarte B e C del Filippo Re a Palermo nei luoghi simbolo della lotta alla mafia

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REGGIO EMILIA. A scuola di legalità, con un filo diretto che collega Reggio Emilia a Palermo, per un viaggio che partirà il prossimo 2 maggio e che vedrà coinvolte le classi quarte B e C dell’istituto Filippo Re nell’ambito del progetto “Uniti contro le mafie”.

«Lavorare con le giovani generazioni sul tema della legalità è uno dei passi principali per promuovere quei principi che stanno alla base della nostra democrazia – ha affermato l’assessore Natalia Maramotti – Fare questo significa costruire quei giusti anticorpi necessari non solo al contrasto dei fenomeni criminali e mafiosi, ma anche rispetto ai fenomeni che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Girarsi dall’altra parte o compiere un’azione sbagliata per avere un guadagno sono il primo passo per permettere alle infiltrazioni mafiose di infilarsi in un territorio. E tutta la comunità opponendosi può combattere la mafia».

In questo percorso iniziato nel mese di gennaio, gli studenti dell’istituto reggiano sono stati accompagnati dalla criminologa Manuela Marchetti: «È stata un’esperienza emozionante – ha sottolineato la criminologa Marchetti – ho visto i ragazzi che vi hanno partecipato sempre molto coinvolti e questo per me è davvero un ottimo risultato nonostante abbia avuto modo di incontrare negli anni tanti studenti».

«Ho accompagnato i ragazzi in un cammino molto articolato – ha proseguito – un cammino che si è chiuso parlando di due personaggi importanti della lotta alla mafia come Falcone e Dalla Chiesa, mostrando a loro quali sono i comportamenti maggiormente utilizzati dalla criminalità organizzata. Il comportamento mafioso nasce dal pensiero mafioso e noi abbiamo analizzato insieme i comportamenti di tutte le organizzazioni, sia italiane sia straniere. Paolo Borsellino parlava ai ragazzi dicendo loro che sono il nostro futuro e che devono utilizzare i talenti che possiedono senza arrendersi davanti alle difficoltà, ed è quello che anche io ho cercato di trasmettere loro».

Roberto Viperino, uno degli studenti della Filippo Re, ha voluto portare la propria esperienza diretta di quello che significa vivere a contatto con la mafia: «Spesso è la paura che ti porta a non combattere la mafia – ha affermato – e grazie a questo percorso abbiamo capito che è proprio avendo paura che favoriamo la criminalità organizzata. Io sono nato vicino a Parco Verde a Cairano in provincia di Avellino – ha proseguito – una zona che è nominata la “seconda Scampia” e in quelle zone si respira la paura di cui la mafia si nutre».

Anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi ha voluto salutare i ragazzi dell’istituto Filippo Re attraverso un videomessaggio, perché impegnato nella commemorazione della battaglia della Ghiarda: «Nel vostro viaggio a Palermo i ragazzi potranno sentirsi ambasciatori della nostra città – ha detto il primo cittadino – A Reggio abbiamo affrontato con fermezza il tema delle infiltrazioni mafiose, mettendo a punto anche un protocollo di legalità considerato tra i più avanzati d’Italia. Questa comunità ha affrontato e continuerà ad affrontare con grande determinazione la lotta alle infiltrazioni».
 

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