La tenuta di Roncolo diverrà agriturismo con dodici stanze
Quattro Castella, da domani l’azienda Venturini e Baldini ospita la mostra con 40 grandi sculture di Mario Pavesi
QUATTRO CASTELLA. Nella tenuta Venturini Baldini di Roncolo accanto al termine “agricoltura” hanno coniato una nuova parola (che dirà l’Accademia della Crusca?): “agricultura”.
In effetti, accanto alla lavorazione dei campi dalla quale vengono tratte specialità enologiche sempre più raffinate, ora sta arrivando l’arte, appunto la cultura. La cornice è inedita, con i colori e le ondeggianti forme degli alberi; il contenuto è invece rappresentato da imponenti statue che sbucano fra le fronde e negli spiazzi liberi dove volteggiano fagiani e aironi cinerini.
Una “mostra” a dir poco singolare che resterà esposta al pubblico da venerdì 27 – inaugurazione domani, giovedì 26 alle 18 – sino al prossimo 9 settembre e consentirà di ammirare una quarantina di grandi opere di Mario Pavesi, uno scultore reggiano che riesce a fondere nel bronzo i propri pensieri. «Sono forme potenti – sottolinea Danilo Morini assessore alla cultura del Comune di Quattro Castella – che regalano sensazioni forti per ciò che sanno esprimere. Statue emozionanti, colate coraggiose che trovano una collocazione a dir poco straordinaria in questa splendida tenuta».
Dunque un nuovo “tesoro” accanto a quelli della tradizione, vale a dire vino e aceto balsamico che hanno estimatori in tutto il mondo. La mostra di Pavesi, “Anima e natura”, non poteva davvero trovare una collocazione più attraente di questo splendido microcosmo.
Il vino resta però il fiore all’occhiello della tenuta Venturini Baldini. «Al recente Vinitaly – confessa il presidente e partner della società agricola, Lorenzo Tersi – sono approdati nel nostro stand e nella boutique fuori salone ospiti di tutta Europa, soprattutto francesi e tedeschi, ma anche operatori enologici del Giappone e degli Stati Uniti. Tutti affascinati dai nostri vini biologici, dai Pinot, Spergola e Chardonnay metodo classico: una quarantina le specialità con spumanti bianchi poi rosa, malvasie ed altri nettari autoctoni. Senza trascurare gli aceti balsamici tradizionali. Abbiamo portato un po’ di Reggio nel mondo e molti hanno garantito che verranno a trovarci».
E qui c’è l’altra novità – annunciata un paio di anni addietro ed ormai concreta – il punto di ospitalità che sta crescendo. Ci sono già tre stanze e una suite ma a breve si dovrebbe arrivare a 12 camere, un agriturismo da 5 girasoli (equivalente a 5 stelle) dove sono già approdati ospiti giapponesi in visita a Reggio Children ed altri piccoli gruppi di stranieri.
E’ il terzo filone imprenditoriale di questa azienda “agroculturale” destinata ad esserci invidiata da tanti e per la quale sono già stati investiti, in tre anni, oltre due milioni di euro. «Sì – insiste Tersi – coltiviamo un sogno».
Nel frattempo si coltivano viti per altro vino (ogni anno domanda e offerta crescono quasi del 40%), vengono sostituiti vecchi vigneti, curate le centinaia di cipressi che sorgono ai piedi della collina, si sta riordinando l’acetaia, rinnovando la tecnologia e intanto cresce anche il numero degli occupati.
Luigi Vinceti
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