Landi Renzo, utile netto a quota 3,7 milioni
Approvato dall’assemblea il bilancio di esercizio 2017: ricavi consolidati per oltre 206 milioni
REGGIO EMILIA. L’assemblea ordinaria degli azionisti di Landi Renzo si è riunita ieri sotto la presidenza di Stefano Landi e ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017. Dal bilancio consolidato 2017 risulta che i ricavi sono stati pari a 206,3 milioni di euro, rispetto ai 184,2 milioni di euro nel 2016. L'Ebitda normalizzato è pari a 12,7 milioni di euro (2,7 milioni di euro nel 2016). L’utile prima delle imposte è stato pari a 3,5 milioni di euro (in miglioramento rispetto ad una perdita di 23,1 milioni di euro nel 2016). L’utile netto ammonta a 3,7 milioni di euro (in miglioramento rispetto ad una perdita di 26 milioni di euro nel 2016). L'indebitamento finanziario netto è pari a 49,0 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 75,7 milioni di euro di fine 2016.
Quanto ai risultati della capogruppo il fatturato della Landi Renzo Spa, anche a seguito della fusione per incorporazione della società Aeb Spa, con efficacia dal primo gennaio 2017, è pari a 111,1 milioni di euro, in aumento del 52,5% rispetto all'anno precedente. L'Ebitda è negativo per 4,7 milioni di euro (negativo per 9,1 milioni di euro nel 2016). L’Ebit è negativo per 16 milioni di euro (negativo per 17,8 milioni di euro nel 2016). È stato infine realizzato un utile netto di 1,9 milioni di euro (perdita netta per 29 milioni di euro nel 2016) dopo aver conteggiato anche utili da partecipazioni per 21,2 milioni di euro. L'indebitamento netto è negativo per 56,9 milioni di euro: negativo per 71,6 milioni di euro a fine 2016. L’assemblea prendendo visione del bilancio consolidato ed esaminando ed approvando il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017, ha deliberato la destinazione dell’utile di esercizio pari a 1,9 milioni di euro a riserva straordinaria, dato che la riserva legale ha già raggiunto il quinto del capitale sociale.
L’assemblea ha inoltre rinnovato l'autorizzazione all'acquisto e/o alienazione di azioni proprie, al fine di disporre di azioni proprie da utilizzare nell'ambito di futuri piani di stock option per amministratori esecutivi e/o dipendenti, inclusi i dirigenti ed i collaboratori della società e delle società controllate; a servizio di eventuali emissioni di prestiti obbligazionari convertibili in azioni della società; per un efficiente impiego della liquidità aziendale; svolgere, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria anche regolamentare vigente, un'azione stabilizzatrice dei corsi in relazione a situazioni contingenti di mercato, in conformità a quanto previsto dl regolamento Ue.
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