Perseguita la ex per vedere il figlio Pena di sei mesi
REGGIO EMILIA. È stato condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa), 3mila euro di provvisionale più il pagamento delle spese processuali, per il reato di stalking aggravato: l’aggravante...
REGGIO EMILIA. È stato condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa), 3mila euro di provvisionale più il pagamento delle spese processuali, per il reato di stalking aggravato: l’aggravante consiste nell’aver perseguitato l’ex convivente e madre di suo figlio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo, operaio di origini siciliane residente in provincia, dopo la separazione aveva iniziato a “pressare” l’ex con pedinamenti, con telefonate minacciose, offese anche in pubblico (“sei una puttana”), un inseguimento in un centro commerciale, un calcio all’auto di lei davanti ad un locale per farla scendere. Un anno di atti persecutori (tra il luglio 2013 e il luglio 2014) sulla 33enne, tanto da ingenerare uno stato d’ansia e un cambiamento delle abitudini di vita: lei aveva dovuto trasferirsi a casa del fratello, per sentirsi al sicuro.
L’avvocato Andrea Pellegrini, che rappresenta la donna, presente ieri in aula e costituitasi parte civile, ha sottolineato che secondo le assistenti sociali l’uomo era aggressivo e si è associato alla richiesta dell’accusa (un pm onorario, il titolare è Maria Rita Pantani), chiedendo una condanna di sei mesi e una provvisionale di 10mila euro. Secondo il difensore dell’imputato, avvocato Tiziano Panini di Modena, non si tratterebbe del “peggiore degli stalker, come è stato dipinto”, ma solo di un uomo distrutto che prima non si capacitava del fatto che la sua donna avesse un altro compagno, e che in seguito tentava approcci solo per poter vedere suo figlio. «Non c’erano accordi scritti, la gestione del bambino di 10 anni era demandata al buon senso: che in questo caso è mancato, la donna ha ammesso candidamente che non gli lasciava il figlio, nemmeno per le ferie estive, perché non si fidava di lui».
Durante l’arringa finale l’avvocato difensore ha depositato una memoria difensiva, chiedendo l’assoluzione. Il giudice monocratico Simone Medioli Devoto ha letto la sentenza, demandando il risarcimento alla parte civile in separata sede. Una sentenza piuttosto severa con il 38enne, assente e che rimarrà libero. (am.p.)
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