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Reggiolo, i familiari dell'anziano morto nel rogo: «A 20 giorni dalla morte non possiamo dirgli addio»

di Mauro Pinotti
Reggiolo, i familiari dell'anziano morto nel rogo: «A 20 giorni dalla morte non possiamo dirgli addio»

Reggiolo, a 20 giorni dalla morte non c’è ancora il nulla osta per il funerale. Il sindaco: «Un’attesa troppo lunga»

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REGGIOLO. «Sono passati 20 giorni da quando mio padre è morto ma non ci hanno ancora restituito la salma. Abbiamo provato a telefonare in tribunale a Reggio per avere informazioni, ma non ci dicono nulla, né se devono fare ulteriori indagini, né se devono fare un’autopsia. Niente. Vorrei fosse tutto finito, che ci fosse già stato il funerale, che mio padre fosse al cimitero, dove almeno posso andare a mettere un fiore e dire una preghiera. È vergognoso il modo in cui siamo trattati. Mio padre è ancora al cimitero a Coviolo a Reggio Emilia, dentro una cella frigorifera. Ci date delle risposte? Ci dite per favore quando potremo organizzare i funerali?».

Questo lo sfogo di Milva Iori, la figlia del pensionato 80enne morto il 5 aprile scorso nel garage della sua abitazione, a causa di un incendio sviluppatosi nella palazzina di via Francesco Saverio Maria Bianchi al civico 9. Da allora la famiglia Iori non ha più avuto notizie sull’eventuale rilascio del nulla osta per la sepoltura. «Venerdì 20 aprile – ha detto il nipote – sono tornati i vigili del fuoco per un sopralluogo nel garage dove è morto mio zio Pietro – Hanno scattato delle foto e poi se ne sono andati».

Sia la casa di via Bianchi 9, dove è avvenuto il rogo, causato da una batteria che era stata messa sotto carica dall’anziano, che la salma, dal giorno della tragedia, sono state poste sotto sequestro. In un primo tempo, sembrava che mancasse una relazione da parte di qualche incaricato alle indagini. E ora la famiglia si chiede quanto tempo ancora occorra per stabilire che le cause della morte del congiunto sono state accidentali.

«È chiaro che questa vicenda sta assumendo aspetti anomali – ha detto ancora la figlia Milva che abita a Moglia, nel Mantovano – Non ricordo sia mai passato un così lungo tempo per un nulla osta. Mi chiedo cosa debbano fare ancora per poterci restituire la salma di mio padre e poterle dare degna sepoltura, un ultimo abbraccio, un bacio, un fiore, una preghiera».

Anche il sindaco Roberto Angeli si è meravigliato. «Presumo che ci siano delle buone ragioni per una simile attesa, ma forse la cosa sta un po’ degenerando. Per rispetto alla famiglia ritengo che sia il caso di velocizzare e possibilmente chiudere le indagini al più presto possibile senza nulla togliere, ovviamente, a chi sta seguendo la vicenda giudiziaria». La sera del rogo Iori aveva messo sotto carica la batteria di una motocicletta. Poi aveva visto del fumo provenire dal garage ed era andato a vedere cosa stava succedendo, ma nel frattempo era venuta a mancare la luce.

Arrivato in garage era stato investito dal denso fumo oltre che dal forte calore e, al buio, non era riuscito a trovare una via di fuga, rimanendo imprigionato nel locale.
 

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