Furto a casa Prodi si cercano impronte
La Scientifica al lavoro per trovare ogni possibile traccia Sotto osservazione anche le immagini delle videocamere
REGGIO EMILIA. Svolta nelle indagini che riguardano il furto messo a segno nella notte tra venerdì e sabato scorsi nella casa di Romano Prodi in pieno centro a Bologna. Pare infatti che i ladri abbiano lasciato le proprie impronte digitali. Da qui il minuzioso lavoro che sta svolgendo la Polizia scientifica per acquisire anche la minima traccia. Tracce che saranno incrociate con le immagini delle telecamere che si trovano nella zona di via Gerusalemme, strada del centro storico proprio a fianco di piazza Santo Stefano. Dall’incrocio dei dati la polizia spera di risalire ai volti e quindi ai nomi di chi la settimana scorsa ha ripulito l’appartamento dell’ex premier approfittando del fatto che Prodi e la moglie Flavia Franzoni si trovavano a Roma all’udienza di papa Francesco.
«Ci hanno portato via i ricordi di una vita, di mia moglie e miei, dalla spilla della sua cresima regalata dalla nonna, a tutte le medaglie, 38 lauree ad honorem, i ricordi della vita politica e personale». Così Romano Prodi aveva commentato a caldo, profondamente turbato, la visita dei ladri nella sua abitazione di via Gerusalemme. I ladri hanno agito nella notte tra venerdì e sabato portandosi via un ricco bottino composto anche e soprattutto da oggetti con un grande valore affettivo per l’ex presidente del Consiglio, che li ha definiti «i ricordi della vita politica e personale». E ora sono in corso le indagini e anche la definizione esatta della refurtiva, della quale farebbero parte soprattutto orologi e gioielli. Pare – secondo quanto raccontato dallo stesso ex premier – che sulla porta non ci fossero segni di effrazione.
Prodi era stato informato dell’accaduto proprio mentre si trovava in piazza San Pietro insieme alla delegazione bolognese, composta da circa 13mila fedeli. Un’udienza organizzata per ringraziare Bergoglio della recente visita sotto le due torri, avvenuta il primo ottobre dello scorso anno.
Le indagini sul furto sono condotte dalla squadra mobile, non dalla Digos. E questa è la conferma del fatto che in ambito investigativo si esclude un’azione mirata contro l’ex presidente del Consiglio, mentre si propende per un furto ordinario.
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