L’allegra Resistenza dei bimbi a Casa Cervi
Dalla musica nel cortile alle visite al museo per un tuffo nella storia Ricordato anche il partigiano Otello Montanari, deceduto pochi giorni fa
GATTATICO. «Il 25 aprile è amore». Con queste parole Albertina Soliani presidente dell’istituto Cervi ha voluto trasmettere le proprie sensazioni nel giorno dei festeggiamenti per la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. E a giudicare dal numero delle persone presenti ieri pomeriggio a casa Cervi il 25 aprile è una data ancora in grado di portare gioia. Una gioia senza distinzioni di età o di razza, con le tantissime persone che fin dal mattino hanno popolato la casa che fu dei fratelli Cervi, coloro che sono diventati un simbolo della lotta partigiana e della Resistenza.
Il 25 aprile oggi è diventata una vera ricorrenza popolare che tutti vogliono festeggiare. I bambini con il loro entusiasmo e le loro urla colorano il grande parco attorno a Casa Cervi, mentre gli adulti parlano di quella che fu la lotta partigiana che caratterizzò gli ultimi anni della seconda Guerra Mondiale. E chi quegli anni li ha vissuti davvero passeggia attorno alla casa, tenendosi per mano con il proprio marito o la propria moglie, i figli e i nipoti, avendo ancora negli occhi l’emozione e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante per le future generazioni. Quelle generazioni che ieri erano presenti a Casa Cervi, pur non avendo vissuto direttamente sulla propria pelle la lotta partigiana.
Il sole splende alto sul 25 aprile a Reggio Emilia rendendo piacevole ai tanti presenti a Gattatico l’intera giornata trascorsa tra un piatto di pastasciutta, un bicchiere di lambrusco e tanta musica. Musica che per tutto il pomeriggio ha fatto ballare le tante persone presenti che, nonostante il caldo nelle ore centrali della giornata, non si sono tirate indietro danzando e saltando sulle note della Bandabardò e di tutti gli altri gruppi che si sono alternati sul palco di Casa Cervi. E anche in questo caso sono stati i tantissimi bambini “resistenti” gli assoluti protagonisti: incuranti del caldo non si sono mai risparmiati, esprimendo con i movimenti la gioia per trovarsi in quel luogo che trasuda un’aria magica per quello che rappresenta nella storia della provincia di Reggio Emilia e non solo. In tanti poi si sono avventurati nelle stanze del museo di Casa Cervi per ripercorrere la storia della Resistenza e della lotta partigiana. Quello di ieri però è stato anche il primo 25 aprile senza Otello Montanari, partigiano e storica figura del Pci deceduto il 17 aprile scorso. Il suo nome, la sua persona e ciò che ha rappresentato sono stati ricordati dal palco di Casa Cervi: «Fu un partigiano, un uomo politico e presidente dell’istituto Cervi - lo ha ricordato Albertina Soliani - fu una persona che volle andare fino in fondo per scoprire la verità su ciò che stava accadendo attorno a sé. Dire la verità è sempre rivoluzionario e oggi lo salutiamo mandando un abbraccio a sua moglie».
Sul palco sono saliti anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi ed entrambi hanno ricordato l’importanza del 25 aprile nella storia d’Italia. Attraverso il sacrificio della generazione dei partigiani che hanno scelto di resistere si è potuto iniziare a parlare di democrazia e libertà, valori alla base di una convivenza civile. Ospite a Casa Cervi anche Soran Ahmad, segretario dell'Istituto internazionale di cultura kurda, che ha invitato a solidalizzare con la causa del suo popolo.
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