Pranzo a teatro con i cappelletti e alla sera pastasciutta per tutti
Tradizionale immersione nella cucina reggiana grazie alle rezdore delle Cucine del Popolo Oltre 200 commensali hanno riempito tutti i posti a sedere nella platea e nei palchi dell’Artigiano
REGGIO EMILIA . Cappelletti e Resistenza. Un legame che dura da oltre quindici anni alle Cucine del Popolo di Massenzatico, confermato anche in questo 2018 con il tradizionale pranzo a base di “cappelletti antifascisti” preparati a mano nei giorni scorsi dalle rezdore della frazione. La manifestazione è iniziata in mattinata al circolo Arci La Paradisa, con animazioni, un dibattito sull’antifascismo in esilio negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso e la merenda.
Alle 13, il trasferimento in massa a poche decine di metri di distanza al teatro Artigiano, nel complesso dove oltre un secolo fa il padre del socialismo reggiano, Camillo Prampolini, fece costruire la prima casa del popolo in Italia. Lì il pranzo, decisamente all’insegna della tradizione, per oltre duecento commensali, che hanno riempito tutti i posti a sedere nei due piani del teatro e pure nel cortile esterno, apparecchiato approfittando della bellissima giornata di sole che certo non ha creato problemi per chi voleva mangiare all’aperto. Salame e ciccioli come antipasto, cappelletti rigorosamente in brodo, bolliti di manzo e gallina con salsa verde e salsa rossa, zuppa inglese.
Una proposta di reggianità totale decisamente apprezzata dai presenti, con tantissime persone a fare il bis soprattutto di cappelletti, piegati a migliaia dalle donne di Massenzatico per l’occasione.
Le cuoche locali hanno preparato anche una versione vegetariana del menù, con risotto e polenta, per coloro che hanno preferito non mangiare carne, anche se la versione con cappelletti è stata decisamente quella più cavalcata. Fra i partecipanti, anche un centinaio di escursionisti tedeschi e austriaci reduci dai Sentieri Partigiani di Istoreco, conclusi martedì pomeriggio dopo tre giorni di camminate nel crinale terminate con la discesa in città seguendo il percorso effettuati dai partigiani il 24 aprile 1945. Finito il robusto pranzo, si è tornati nel verde del circolo La Paradisa per i tentativi di digestione fra musica e giochi per bambini, prima di chiudere a sera con la pastasciuttata in compagnia per chi ha voluto proseguire sino all’ultimo.
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