«Dialogare con le diversità per avere meno paura»
CASALGRANDE. «Il futuro lo costruiamo insieme. I giovani del ’45 si sono messi insieme dopo la guerra, non hanno guardato alle contrapposizioni ma al futuro». È la riflessione del parroco...
CASALGRANDE. «Il futuro lo costruiamo insieme. I giovani del ’45 si sono messi insieme dopo la guerra, non hanno guardato alle contrapposizioni ma al futuro». È la riflessione del parroco casalgrandese don Luigi Rossi su Veggia. «Il 25 aprile mi sono chiesto come tradurre la parola liberazione nella nostra realtà», racconta. «Il vangelo di Marco che ho letto dice che Gesù liberava dal male, dai serpenti velenosi. La vita di Gesù può esserci d’aiuto per capire da cosa dobbiamo liberarci. Oggi abbiamo pregiudizi, un modo di vedere le persone dettato dalla paura, paura spesso costruita. Abbiamo muri da abbattere», continua. «Dalla mentalità individualista dobbiamo passare al “noi”. Sarebbe cosa buona che ci mettessimo insieme, ognuno con le sue caratteristiche, per affrontare le problematiche, anche quelle che in queste settimane toccano la nostra comunità, come quella legata a Veggia», ribadisce don Rossi. L’unica strada è il dialogo: «Occorre che tutti abbassiamo toni e ci mettiamo in ascolto delle diversità. E le incontriamo: forse noi avremo meno paura degli altri e gli altri meno paura di noi». Parole diverse da quelle di don Taglini. «Non intendo fare commenti su quello. Mercoledì ho ricordato che i giovani del 1945 non hanno costruito la Repubblica e la Costituzione attraverso le contrapposizioni ma mettendosi insieme, l’hanno fatto provenendo da cinque aree di pensiero completamente diverse», spiega. «La mia formazione mi dice che o ci si lavora insieme o nessuno ha la verità assoluta». (adr.ar.)
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