«Evitare di creare un ghetto paese a rischio disintegrazione»
CASALGRANDE. «Al già elevato numero di musulmani residenti, vogliamo ora aggiungere un centro islamico a Veggia?». Chiedeva questo il parroco di Veggia, don Carlo Taglini, in una lettera ai...
CASALGRANDE. «Al già elevato numero di musulmani residenti, vogliamo ora aggiungere un centro islamico a Veggia?». Chiedeva questo il parroco di Veggia, don Carlo Taglini, in una lettera ai parrocchiani. Secondo il sacerdote un eventuale centro islamico «fungerebbe da polo d’attrazione per altri musulmani». «Occorre assolutamente evitare, per il bene nostro e anche dei musulmani, di creare dei ghetti che sono inevitabilmente fonti di chiusure e focolari di tensioni e violenze». Le preoccupazioni espresso sono anche per la vivibilità quotidiana: le persone che il centro attirerebbe «affluiranno nel quartiere di Veggia-Via Mulino con il rischio di creare confusione e degrado nelle vie adiacenti e nell’enorme parcheggio necessario». «Questo centro sarà una specie di astronave aliena caduta in mezzo a un piccolo borgo operaio che potrebbe vivere con paura, rabbia e risentimento questa realtà: l’abitato di Veggia rischia di diventare il Bronx dell’area comunale di Casalgrande. Tra il numero eccessivo di stranieri e una scuola coranica, il paese rischia la disintegrazione sociale». Per don Taglini sarebbe auspicabile che la comunità islamica riuscisse a trovare «un’area più adatta». E si augurava poi collaborazione collettiva, anche per la solidarietà: «Avverto il dramma dell’emergenza sfratti che colpisce anche famiglie musulmane con tre o quattro figli che, dal giorno alla notte, si ritrovano per strada. Non sarebbe meglio che la Comunità islamica d costruisse abitazioni per questi poveri?». (adr.ar.)
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