Anas compie 90 anni e festeggia la via Emilia
Le fotografie storiche in una nuova sezione di “On the road” ai Musei Civici Dalla collaborazione è nato il catalogo che unisce storia antica e attualità
REGGIO EMILIA. Due strade che s’incrociano. Una più vecchia – nata come limes (confine) nel 187 a.C. e diventata poi arteria di fertili connessioni – e un percorso più giovane, iniziato novant’anni fa con l’acronimo Aass dalla prima Azienda autonoma statale della strada.
Parliamo della via Emilia e di Anas, riuniti nella città fondata dal console romano Marco Emilio Lepido. Il motivo è duplice: per i suoi novant’anni, l’azienda di Stato ha organizzato un tour, “Congiunzioni”, nelle principali piazze italiane, durante il quale raccontare e mostrare la sua storia; a Reggio, però, ha deciso di fare un regalo in più, esponendo ai Musei Civici, all’interno della mostra “On the road. Via Emilia 187 a.C.-2017”, una serie di preziose fotografie che ritraggono la via Emilia dal 1929.
IN PIAZZA. Arrivato ieri, il camion di Anas resterà in piazza della Vittoria anche per tutta la giornata di oggi. A bordo si trova “Mi ricordo la strada”, la mostra curata da Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli, che ha lasciato gli spazi del Salone Centrale della Triennale di Milano per diventare itinerante. Si tratta di un percorso a tappe – per restare in tema – che ripercorre la storia di Anas insieme a quella d’Italia: lo sbarco degli alleati in Sicilia nel 1943, le Olimpiadi del 1960 a Roma, l’alluvione di Firenze nel 1966, per arrivare poi alle masse dell’ultimo Angelus di Papa Benedetto XVI e la ricostruzione della Basilica di Siponto di Edoardo Tresoldi.
Sempre sul camion è possibile vedere il documentario Rai “Strade, 90 anni di storia italiana” e il libro fotografico “La strada racconta” realizzato dall’Ansa. In piazza ci sarà anche il pullman della Polizia di Stato, impegnata in iniziative di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. Per convincere gli automobilisti a guardare la strada e non il cellulare, è stato inoltre lanciato il concorso musicale #buonmotivo. Ieri si sono esibiti il primo classificato, il giovane musicista e cantautore Giorgio Baldari di Roma con il brano inedito “La strada è di tutti”; il secondo classificato Gianluca Pretorino con il brano “Scelgo te”; e il vincitore del premio della critica Marco D’Amati, con il brano “La distrazione”.
LA MOSTRA. Fino al 1° luglio sarà possibile visitare “La via Emilia dal ’900 ad oggi. Dall’archivio Anas”, «che è andata a occupare l’ultimo piano dei Musei – spiega la direttrice Elisabetta Farioli – che, per caso o per destino, ha proprio la forma di una strada». «I primi contatti con Anas – aggiunge Roberto Macellari, curatore di “On the road” insieme a Luigi Malnati e Italo Rota – ci sono stati quando noi eravamo già partiti con il nostro progetto, ma ci è sembrato opportuno allargare lo sguardo sul Novecento inglobando le fotografie storiche dell’archivio di Anas. Tanto più che la nostra mostra mette in collegamento l’archeologia con le arti del Novecento: la musica, il cinema, la fotografia (si pensi alla bellissima immagine di Luigi Ghirri dentro cui, idealmente, nuota la “balena” dei Musei)».
I due livelli della mostra “On the road”, quello antico composto da oltre 400 reperti, e quello contemporaneo della musica, degli spezzoni dei film Peplum, delle immagini attuali che scorrono sul soffitto del terzo piano (creando un vertiginoso effetto sottosopra), trovano il giusto epilogo nella sezione fotografica di Anas.
Le immagini raccontano la prima asfaltatura della via Emilia nel 1929, grazie alla quale la strada polverosa percorsa da carrozze e cavalli si è trasformata nella Statale 9; e poi di carreggiate allargate, ponti ricostruiti, paesi e comunità collegati.
«Un’occasione preziosa per celebrare – affermano Ennio Cascetta e Gianni Vittorio Armani, presidente e amministratore delegato di Anas – il ruolo fondamentale che l’azienda ha avuto nella modernizzazione del Paese, influenzandone lo sviluppo economico e culturale, dalla data di fondazione dell’Aass nel maggio del 1928 fino all’ingresso nel Gruppo FS Italiane a gennaio del 2018».
Tra le varie fotografie in mostra, ce ne sono anche due che riguardano Reggio: una salva dall’oblio una squadra di operai – qualcuno in canottiera, altri in camicia, quasi tutti con la berretta calcata in testa – al lavoro per allargare il ponte sul Rodano; nell’altra si scorge una delle prime pubblicità su strada, “A Reggio Emilia Rifornimento Lampo”. Niente a che vedere, ovviamente, con la via Emilia di oggi, su cui sfilano 136 mila auto e 9.200 camion, in media, ogni giorno dell’anno. Tuttavia quegli scatti in bianco e nero sono la prova di una continuità tra l’ieri e l’oggi: la via Emilia, lunga linea che, da est a ovest, sembra segnare la rotta del sole sulla Terra, continua infatti a essere luogo di identità, di cultura, di lavoro e di vita per chi la percorre e per chi la abita.
IL CATALOGO. Ed è per sottolineare nuovamente tutto questo che dalla collaborazione tra Musei e Anas è nato un nuovo catalogo della mostra “On the road”, una sorta di guida pratica che rispecchia l’anima e la volontà dell’esposizione e comprende il paragrafo “La via Emilia dal ’900 ad oggi”. «Avevamo già un catalogo scientifico – spiega Elisabetta Farioli – ma questa guida restituisce con più fedeltà l’allestimento e le nuove modalità comunicative scelte per “On the road”, e che sono in grado di rendere una mostra archeologica coinvolgente ed emozionante anche per un pubblico inesperto e giovane».
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