Domande a raffica in classe sulla lotta alla ’ndrangheta
REGGIO EMILIA. Sono oltre 2.500 gli studenti che, dal marzo 2016, hanno assistito alle udienze di Aemilia.Fra questi ragazzi anche una rappresentanza del Liceo delle scienze umane “Matilde di Canossa”...
REGGIO EMILIA. Sono oltre 2.500 gli studenti che, dal marzo 2016, hanno assistito alle udienze di Aemilia.
Fra questi ragazzi anche una rappresentanza del Liceo delle scienze umane “Matilde di Canossa”. L’istituto ha poi voluto approfondire alcuni aspetti del maxiprocesso incontrando Tiziano Soresina, giornalista della Gazzetta di Reggio che si occupa di cronaca giudiziaria. Una “lezione” di due ore – piuttosto vivace e piena di domande – che ha coinvolto tre classi del “Canossa”, cioè la quarta “O”, la seconda “L” e la prima “O” . Una sessantina di liceali, alla presenza dei professori Stefano Aicardi e Corrado Zoppi. Inizialmente – con alcuni materiali distribuiti agli studenti – sono stati affrontati i “numeri” altisonanti di questo storico processo che, sul versante-mafia, è secondo solo a quello tenutosi negli anni Ottanta nell’aula-bunker di Palermo. È poi giunto il momento d’affrontare i temi salienti emersi nell’aula attraverso i capi d’imputazione, le testimonianze e le rivelazioni dei pentiti, con questi ultimi capaci di innescare fior di battaglie legali e nuove inchieste. L’ultima parte dell’incontro è stata riservata alle domande che hanno evidenziato quanto siano informati questi ragazzi sulle indagini svolte a Reggio Emilia contro la ’ndrangheta.
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