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«Le pene? Aggiusto tutto in Cassazione»

di Tiziano Soresina
«Le pene? Aggiusto tutto in Cassazione»

Il pentito Valerio dice di essere stato avvicinato da un avvocato mentre era in gabbia: «È un intreccio massonico»

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REGGIO EMILIA. Stanno diventando sempre più inquietanti le dichiarazioni del pentito 50enne Antonio Valerio che, dopo aver deposto per oltre due mesi al maxiprocesso Aemilia (dove è anche uno degli imputati “eccellenti”), ora riempie verbali su verbali anche davanti alla Dda di Catanzaro.

Ma le sue parole riportano pesantemente all’aula-bunker di Reggio Emilia, visto che il collaboratore di giustizia parla di intrecci giudiziari-massonici su cui farebbe affidamento la ’ndrangheta, portando anche la sua esperienza personale di quando assisteva alle udienze di Aemilia rinchiuso nella gabbia di sicurezza (quindi prima del giugno 2017, perché da quella data è stato trasferito in una località segreta avendo deciso di collaborare con la giustizia). E il fatto che – da quanto “filtra” – non manchino gli “omissis” in quei verbali, significa che gli investigatori hanno preso molto sul serio alcune affermazioni, facendo partire nuove indagini.

Già dagli accertamenti fatti in Calabria nell’operazione Kyterion (inchiesta antimafia parallela ad Aemilia e alla lombarda Pesci) erano “usciti” legami importanti con alti magistrati e con la massoneria: «La partecipazione ai tavoli di logge massoniche o associazioni di cavalieri era vista dalla cosca Grande Aracri – aveva detto a Catanzaro il procuratore facente funzioni Giovanni Bombardieri – come uno strumento di incontro con persone perbene che potevano tornare utili agli interessi della stessa cosca». Ma Valerio va ben al di là parlando di processi “aggiustati” in Cassazione tramite avvocati con amicizie non solo con magistrati ma anche in ambienti massonici, facendo però una precisazione non da poco a verbale: «E questo si verifica anche in Aemilia». A questa sottolineatura poi il pentito aggiunge un episodio ben preciso, cioè di essere stato avvicinato – mentre era in gabbia nell’aula-bunker di via Paterlini – da un avvocato che, senza tanti giri di parole, gli avrebbe detto che nei giudizi di merito di Aemilia sarebbero fioccate le condanne, ma poi «grazie alle sue conoscenze – rimarca Valerio – avrebbe aggiustato il processo in Cassazione».

Vero o falso? Il collaboratore di giustizia aggiunge di essersi poi consultato con altri imputati e avrebbe avuto la conferma che effettivamente quel legale può condizionare gli esiti processuali, con la massoneria che fa sempre capolino. Se questo spunto investigativo decollerà sarà ovviamente materia per la Dda di Bologna, ma occorreranno riscontri solidi alle parole di Valerio vista la gravità delle accuse avanzate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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