Picchia l’ex moglie e il rivale, arrestato
Sant’Ilario: il 38enne era già stato condannato con il divieto di avvicinarsi ma ha ripetutamente violato il provvedimento
SANT' ILARIO D'ENZA. Non ha accettato la fine del matrimonio e per questo si è trasformato in un vero incubo per l’ex moglie tanto da finire in manette nell’ottobre dell'anno scorso. Un comportamento ossessivo sempre più violento: dalle telefonate continue agli appostamenti sotto casa e pedinamenti fino ad arrivare alla violenza sessuale. Per questi fatti un 38enne di Sant’Ilario è stato condannato il 7 marzo scorso, a 2 anni e 8 mesi per atti persecutori e violenza sessuale con l’applicazione della misura del divieto di avvicinamento. Divieto che però non è stato rispettato.
Non appena tornato libero, ha ricominciato le persecuzioni. Un giorno ha telefonato alla moglie comunicandole che avrebbe portato il figlio di 8 anni dalla nonna. La donna, insieme al nuovo compagno, è andata quindi da sua madre ma durante il tragitto è stata intercettata dall’ex che l’ha picchiata con violenza, non risparmiando l’antagonista in amore che è stato preso a pugni in faccia (prognosi di 5 e 7 giorni). Non pago, ha minacciato anche il fratello dell’ex moglie intervenuto in difesa della sorella.
Condotte violente, partite dall'agosto dell'anno scorso, spesso messe in atto davanti al figlio minorenne, che hanno indotto il gip del Tribunale di Reggio Emilia a emettere un provvedimento di custodia cautelare in carcere in sostituzione della misura del divieto di avvicinamento, per altro violata dal 38enne. Giovedì scorso i carabinieri di Sant'Ilario hanno ricevuto ed eseguito il provvedimento, arrestando per la seconda volta l’uomo.
Tutto era iniziato dalla separazione. Da quel momento il 38enne aveva cominciato a minacciare e molestare la moglie provocandole stati d’ansia e di paura, tanto indurla a cambiare vita perché temeva per la propria incolumità.
Le minacce pesanti – «ti uccido, ti devo scannare»accompagnate dal gesto di tagliarle la gola – erano all’ordine del giorno. Lo stesso per gli appostamenti nei luoghi frequentati dalla sua vittima: supermercato, posto di lavoro, casa, abitazione dei suoceri e i pedinamenti. Sempre uguale l’obiettivo: convincerla a tornare con lui. L’apice della follia il 38enne l’aveva raggiunto al termine di un appostamento sotto la nuova casa dell'ex moglie. Quando la donna era arrivata al portone l’aveva costretta a entrare in casa e dopo averle tappato la bocca per impedirle di chiedere aiuto, l'aveva trascinata in camera da letto violentandola ripetutamente.
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