Reggio Emilia, il coniglio “latitante” del centro storico catturato in via Dalmazia
Da quasi un mese l’Enpa cercava di prenderlo per salvarlo dal pericolo delle auto. Lo cercavano in centro, il roditore recuperato sul Lungo Crostolo da un tabaccaio
REGGIO EMILIA. La latitanza del coniglio nano residente in centro storico, diventato nelle scorse settimane una vera e propria mascotte della città, ieri è infine terminata. A catturarlo, salvandolo dai pericoli della strada, è stato Davide Canovi, titolare della tabaccheria di via Dalmazia aiutato da alcuni sui clienti. L’animale, che per la prima volta era stato avvistato in piazza Costa, si era quindi spostato col passare dei giorni di parecchi metri, uscendo dai controviali e valicando il Crostolo.
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«Quando ho aperto la mia tabaccheria verso le 8 di mattina – racconta lo stesso Canovi – ho visto questo piccolo coniglio bianco nascosto sotto una macchina parcheggiata davanti al negozio. Immediatamente ho provato a catturarlo, temendo che rimanesse schiacciato dalle ruote, ma è scappato e non ce l’ho fatta». Il roditore di città dopo qualche ora è tornato nuovamente in zona.
«Non appena lo abbiamo rivisto – prosegue il tabaccaio – ci siamo messi all’inseguimento ma saltellava davanti all’ingresso e non si è fatto prendere finché un ragazzino non è riuscito ad acciuffarlo al volo». Che quel coniglio fosse proprio quello ricercato dall’Enpa, tuttavia, non è stato immediatamente chiaro: «Solo dopo un po’ un mio cliente, mostrandomi dal cellulare una foto dell’animale pubblicata qualche tempo fa online dalla Gazzetta di Reggio, lo ha riconosciuto. Il colore, le dimensioni e le macchie nere corrispondevano in tutto e per tutto».
Immediatamente il titolare ha contattato Elisa Bartolotta del servizio recupero animali dell’Enpa, la ragazza che fin da subito si è occupata del recupero dell’animale e che ora lo porterà in un ambiente più adatto alla sua sopravvivenza. Il primo avvistamento risaliva ad inizio aprile, quando era stato segnalato nei pressi di Porta San Pietro.
Poi, dopo un paio di settimane, si era stabilizzato in piazza Andrea Costa dove l’Enpa aveva piazzato una trappola nella speranza di catturarlo. Speranza vana perché il piccolo Roger Rabbit – un po’ grazie alla sua agilità, un po’ per merito dei tanti reggiani che gli davano da mangiare – è riuscito a restare nella latitanza per altri quindici giorni.
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