Tracce di amianto nei rifiuti delle aziende
Bibbiano: primi risultati delle indagini chimiche su Antares e Dmc, i titolari sono indagati
BIBBIANO. Tracce di amianto. È quanto emerso dai primi risultati, ancora parziali, delle indagini chimiche compiute sui rifiuti stoccati nella discarica illegale scoperta in un’area di pertinenza delle aziende Antares e Dmc (quest’ultima in affitto in uno dei capannoni di proprietà dell’Antares) di via Sauro a Bibbiano, e per le quali erano scatti i sigilli il 13 aprile scorso con iscrizione nel registro degli indagati di entrambi i titolari. Tempi lunghi per l’inchiesta nata un anno fa da una segnalazione anonima, condotta dalla polizia municipale della Val d’Enza e coordinata dal sostituto procuratore Isabella Chiesi che proprio ieri ha accolto l’istanza di dissequestro, presentata dall’avvocato del foro di Reggio Emilia Alessio Fornaciari, che assiste Fabio Dolci, titolare Dmc.
L’azienda metalmeccanica ora potrà riprendere la produzione ferma da due settimane. Per l’Antares, impresa che produce plastiche e resine, e i cui interessi sono curati dall’avvocato Guido Sola del foro di Modena, il via libera era arrivato dal tribunale del riesame. Nonostante l’ok alla riapertura dei cancelli delle fabbriche, l’inchiesta è ben lontana dalla conclusione. In primo luogo perché gli accertamenti ordinati per capire quali materiali siano rimasti fermi nell’area utilizzata dalle aziende come discarica, non sono ancora ultimati anche se sono già emerse tracce di amianto, e perché sarà necessario attribuire i residui di lavorazioni stoccati illegalmente a ciascun azienda. In pratica capire chi ha smaltito cosa. Un aspetto dell’indagine particolarmente importante per venire a capo delle responsabilità.
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