Il castello ritrova il suo ristorante
L’attività era rimasta chiusa ancora una volta per oltre un anno
CARPINETI. Ha riaperto il ristorante del Castello delle Carpineti, per decenni uno dei locali più conosciuti della montagna. Sabato 21 aprile la struttura, che si trova proprio a ridosso del complesso matildico lungo la strada originale in sasso del periodo medievale, ha presentato la propria nuova gestione con un momento inaugurale nel bar, e da martedì 25 aprile è attivo anche il ristorante con cucina.
Dopo un anno di chiusura riprende quindi a lavorare uno spazio fra i più suggestivi dell’intero Appennino reggiano. La posizione è davvero peculiare, sul monte che domina sulle vallate del Secchia e del Tresinaro, all’interno di uno dei siti storici principali per la storia matildica in terra reggiana. Un luogo che però negli ultimi anni ha vissuto principalmente momenti difficili. Negli anni ’80 e ’90 è stato uno dei ristoranti più conosciuti e apprezzati del territorio reggiano ma da quel periodo si è ritrovato al centro di almeno una serie di chiusure e riaperture.
Un’assenza di continuità che ha fatto perdere riconoscibilità e appeal al locale. Non ha aiutato nemmeno il destino della rocca: alla metà degli anni ’90 il castello è diventato di proprietà della Provincia, che ne ha tutt’ora la competenza, mentre il ristorante è stato acquistato da un gruppo di imprenditori privati. Sito storico e struttura ricettiva hanno quindi sempre viaggiato su strade separate, nonostante qualche tentativo di armonizzazione non andato a buon fine. Ora parte questa nuova gestione affidata a una famiglia carpinetana. Il ristorante è dotato anche di una taverna/bar che potrà lavorare anche oltre ai normali orari di pranzo e cena e in questo modo anche la rocca potrà averne vantaggi. Per molti anni i visitatori del castello si sono trovati su una cima a quasi 900 metri, raggiunta dopo una bella camminata, senza la possibilità di prendersi un caffè o di riprendere energie con un poco d’acqua e una merenda. Un punto ristoro è un’attrattiva in più per il turismo nella vecchia fortezza matildica, sede di diverse iniziative e animazioni gestite in questi ultimi dall’associazione di rievocazione storica “Il Melograno”. (adr.ar.)
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