Gazzetta di Reggio

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Parmigiano Reggiano, la resa dei conti

di Enrico Lorenzo Tidona
Parmigiano Reggiano, la resa dei conti

Confcooperative scalpita contro il presidente dopo l’iscrizione “a sorpresa” con Coldiretti. Attesa per il cda del 3 maggio

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EGGIO EMILIA . Dopo la Cia anche Confcooperative scalpita e critica Nicola Bertinelli. L’iscrizione “a sorpresa” del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano alla Coldiretti è vissuta come un “tradimento” soprattutto dai consiglieri reggiani che siedono nel cda dell’ente, determinanti per la sua elezione come candidato indipendente rispetto alle associazioni di categoria nel 2017, e pronti ora a chiedere la conta in cda per vedere se l’ampia maggioranza con la quale è stato eletto Bertinelli non abbia eroso la sua portata. Il primo test è atteso per il 3 maggio, durante un cda già fissato ma che suona come una resa dei conti. Schermaglie per ora a distanza sulle quali, però, Confcooperative sembra decisa a sparare ad alzo zero.

Più Reggio che le altre provinciali delle coop “bianche”, che domani dovrebbero scegliere una linea unitaria da tenere nei confronti del presidente dell’ente di tutela, iscrittosi alla Coldiretti per scalare l’associazione di categoria. Proprio il mondo delle cooperative – maggioritario nel Consorzio del Parmigiano Reggiano – aveva preso uno schiaffo con l’elezione di Bertinelli, imprenditore privato del settore, a capo di un’azienda familiare con 70 dipendenti seguita peraltro dalla Cia. Poi, nei giorni scorsi, è venuta a galla la scelta di campo di Bertinelli, passato sotto l’egida della Coldiretti: «Nessun tradimento – ci aveva detto il presidente in un’intervista –. Siamo di fronte a un sistema politico abbastanza fragile e tu devi sedere ai tavoli dove le negoziazioni si fanno davvero ed essere forte. Non solo ora non abbiamo governo ma nemmeno un ministro dell’Agricoltura. Gli accordi bilaterali internazionali sono importanti e la Coldiretti ha una grande lungimiranza in merito». L’associazione ha infatti scelto lui per andare a trattare gli accordi con i quali vengono stabiliti gli scambi commerciali di Dop e Igp con i Paesi ad alto assorbimento di prodotti italiani. «Parlo un inglese fluente ed è un’opportunità per il Parmigiano Reggiano», aveva tagliato corto il presidente. L’obiettivo, secondo molti, è però la presidenza regionale della Coldiretti, con un ruolo nel nazionale. Un’ascesa portentosa, che varrà ben poco nel momento in cui Bertinelli dovesse essere estromesso dai piani alti del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Ecco allora che il presidente sembra pronto a trovare una mediazione in seno al cda per calmare gli animi, recuperando terreno con i 300 produttori e la frastagliata rappresentanza che siede nei 28 posti in cda. La resa dei conti tra associazione è al centro di un sistema produttivo e di potere che ha pochi eguali in Italia, e che proprio nell’ultimo anno è tornato a dare soddisfazioni a iosa.

Il 2017 è stato l’anno del riscatto: record per la produzione del Parmigiano Reggiano, che è cresciuta complessivamente del 5,2% facendo addirittura temere una bolla. Le oltre 3,65 milioni di forme valgono un giro d’affari al consumo pari a 2,2 miliardi di euro per la denominazione di origine protetta che si proietta sempre più verso l’estero. Una cassaforte che fa gola a molti.

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