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«Patto avvocati-politica a favore del clan a Reggio»

di Tiziano Soresina
«Patto avvocati-politica a favore del clan a Reggio»

Nuove rivelazioni dal pentito Valerio: «Queste strategie si vedono in Aemilia» Interpellanza parlamentare del M5s: «Dichiarazioni gravissime, si faccia luce» 

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REGGIO EMILIA. Avvocati non solo al servizio della cosca per “aggiustare” i processi, ma anche pronti a intervenire su altri delicati versanti per favorire il clan, con il discorso che ritorna inesorabilmente su Reggio Emilia.

Quest’ulteriore sottolineatura del pentito Antonio Valerio davanti alla Dda di Catanzaro è solo un flash ma di quelli potenti: «Ci sono nell’avvocatura – fa mettere a verbale il collaboratore di giustizia – mi dispiace per il mio avvocato, per la sua categoria ma... c’è, c’è, c’è, si prestano, si prestano e anche a altre cose, perché si verifica anche in Aemilia, appunto, giusto appunto si prestano a fare strategie per fare intervenire politici o stimolare... come dire?... elementi reggiani per... a favore della consorteria reggiana».

E sempre per Valerio queste possibilità d’intervento di alcuni avvocati (i cui nomi sono coperti da “omissis” nel verbale per non compromettere le indagini) sono legate a un intreccio giudiziario-massonico di cui lui è perfettamente informato («So che ci sono queste conoscenze massoniche») ma da cui dice di non aver attinto («Eventualmente mi venisse bisogno sapevo come poterle utilizzare»). Come anticipato dalla Gazzetta, Valerio nelle sue nuove dichiarazioni-fiume parla di processi “aggiustati” in Cassazione tramite avvocati con amicizie non solo con alti magistrati ma anche in ambienti massonici, facendo però una precisazione non da poco: «E questo si verifica anche in Aemilia». Il pentito s’aggancia a un episodio ben preciso, cioè di essere stato avvicinato – mentre era in gabbia nell’aula-bunker di via Paterlini – da un avvocato che, senza tanti giri di parole, gli avrebbe detto che nei giudizi di merito di Aemilia sarebbero fioccate le condanne, ma poi «grazie alle sue conoscenze – rimarca Valerio – avrebbe aggiustato il processo in Cassazione».

Da queste parole si deduce che il “contatto” sarebbe avvenuto prima del giugno 2017, perché da quella data Valerio è stato trasferito in una località segreta avendo deciso di collaborare con la giustizia. Dialogo che l’aveva infastidito («In quella occasione io dissi che non era opportuno parlarne così in udienza»), ma poi si era consultato con altri imputati e avrebbe avuto la conferma che effettivamente quel legale può condizionare gli esiti processuali, con la massoneria che fa sempre capolino.

«Dichiarazioni gravissime e preoccupanti del pentito Valerio, si indaghi a 360 gradi»: il neodeputato M5s Davide Zanichelli annuncia l’intenzione di presentare, insieme a Maria Edera Spadoni (vicepresidente della Camera), un’interrogazione parlamentare «per fare massima luce sulla faccenda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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