«Per i disabili il lavoro è una scommessa»
Il presidente di Winner mestieri Emilia Romagna e il difficile inserimento delle persone svantaggiate
REGGIO EMILIA. Se il lavoro è una conquista per chi non ha problemi fisici, per molte persone con disabilità fisica o psichica e per gli stessi invalidi a causa di infortuni sul lavoro, trovare un posto è una scommessa. Anche a Reggio, dove il 90% delle aziende rispetta la normativa per il collocamento mirato. Una percentuale che ci colloca ai primi posti in Italia. L’ultimo dato disponibile è quello relativo al 2015, «ma da allora la situazione non è cambiata».
A dirlo è Beniamino Ferroni, presidente di Winner mestieri Emilia Romagna, l’agenzia per il lavoro delle cooperative sociali dell’Emilia Romagna e coordinatore – per il Progetto “Reggio Città senza barriere” – del tavolo sul lavoro che si occupa di favorire l’inserimento nel mondo produttivo delle persone disabili e svantaggiate.
Il rispetto degli obblighi imposti dalla legge 68/1997 (che prevede nelle aziende con oltre 50 dipendenti la presenza del 7% di persone con disabilità, l’obbligo di assumere una persona nelle aziende da 15 a 35 dipendenti e di due persone in aziende da 35 a 50 dipendenti) può essere ottemperato in diversi modi.
Con l’inserimento in azienda di persone (con una disabilità che parta dal 46% fino al 100%), con il pagamento di una penale, o con l’esternalizzazione di una parte del lavoro a cooperative sociali di tipo B. Quelle cooperative che per legge devono occupare almeno il 30% di persone con disabilità. Ma la legge ha anche mostrato grandi limiti: «La legge 68 – dice Ferroni – ha esaurito la sua forza, proprio per aver raggiunto la percentuale del 90% e lo conferma il dato che oggi sono oltre 5mila le persone iscritte al collocamento mirato. Un numero che è aumentato anche a causa della crisi, che ha espulso dal lavoro queste persone. E per loro trovare un posto resta sempre una scommessa. Così come è più facile che a essere occupati siano persone con disabilità fisica, rispetto a quelli con disabilità psichiche e intellettive».
Per queste ultime, in molti casi l’unica occasione spesso arriva da cooperative sociali come l’Ovile o Camelot (che occupano oltre un centinaio di persone con disabilità), sulla base di commesse, o esternalizzazione del lavoro da parte di aziende.
Nonostante a Reggio siano numerose le aziende che hanno scelto di assumere direttamente persone con disabilità, la legge sul collocamento mirato da sola non basta. «Il Comune di Reggio ha cercato di affrontare il problema in due modi – spiega ancora Beniamino Ferroni – e da un lato ha affidato a Fcr un servizio specifico che si chiama Sir (Servizio integrazione lavoro), che è gestito dal Consorzio Romero attraverso la cooperativa Anemos che opera all’ ex Polveriera, e con la firma di un protocollo con le associazioni di categoria più rappresentative, con l’inserimento di una clausola sociale che premia nei contatti di appalto le aziende che hanno un carico di persone con disabilità superiore a quanto indicato dalla legge. In entrambi i casi i risultati sono incoraggianti, con il Sir che nel 2015 aveva in carico 120 persone e alla fine del 2017 si è arrivati a 330 persone».
Infine un altro tassello importante arriva dal progetto “Reggio città senza barriere”, coordinato da Annalisa Rabitti presidente di Fcr, che favorisce stage, tirocini formativi e alternanza scuola lavoro per le persone disabili e svantaggiate. «Anche perché – conclude Ferroni – le persone che escono da scuola ed entrano nella categoria dell’ handicap adulto sono in costante aumento».
Così come è in aumento il numero degli alunni con disabilità iscritti nelle scuole reggiane. E proprio l’uscita da scuola è un traguardo spesso temuto dalle stesse famiglie, che nella scuola vedono un momento di forte integrazione e socializzazione per i ragazzi con disabilità psichica. E a volte accade che, nonostante il lavoro svolto dal servizio handicap adulto dell’ Ausl reggiana, questi ragazzi corrano il rischio di scomparire dai radar della società, restando a carico solo delle famiglie.
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