Gazzetta di Reggio

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Unimore, al seminario il polo umanistico

di Evaristo Sparvieri
Unimore, al seminario il polo umanistico

La Diocesi: «Aule a settembre 2019». Il rettore: «Una grande opportunità per rivedere l’assetto logistico dei dipartimenti»

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REGGIO EMILIA . Le attività del dipartimento di Comunicazione, con laboratori, aule didattiche e, in prospettiva, uno studentato in grado di ospitare fino a un migliaio di studenti. È questa una delle ipotesi di destinazione del seminario di viale Timavo, che entro settembre 2019 diventerà una nuova sede Unimore.

Una struttura di circa 20 mila metri quadri, nella quale attualmente vivono una trentina di persone fra seminaristi e docenti, messa in vendita ormai dal 2015 con lo scopo di monetizzarne il valore architettonico, in modo da rimettere un po’ in sesto i conti della Diocesi. Un’ipotesi, quella della cessione, che appare ora tramontata, ma che ha lasciato spazio ad un accordo per trasferire nell’edificio alcune attività dell’Università, da tempo in cerca di nuovi spazi per far fronte al crescente numero di immatricolazioni registrate ormai da anni dall’ateneo reggiano. L’accordo è stato raggiunto lunedì scorso. Ma, come anticipato dalla Gazzetta, è stato ufficializzato dalla diocesi soltanto ieri, dopo la comunicazione di venerdì pomeriggio del vescovo, Massimo Camisasca, al consiglio episcopale, dove ha ricevuto il via libera dal consiglio dei vicari episcopali. È stata la stessa diocesi, ieri con una nota, a dare conferma dell’accordo: «Da diversi anni questo immobile è oggetto di ipotesi e progettazioni varie che fino ad oggi non sono riuscite a convincere la Diocesi – fanno sapere in una nota – La stretta collaborazione con l’amministrazione comunale e in particolare con il sindaco Luca Vecchi ha però permesso di fare un primo passo nella direzione che il vescovo Massimo Camisasca ritiene ottimale per il bene della Chiesa e per quello della città. Si sono gettate le basi di una fattiva collaborazione tra enti, al fine di rendere disponibile l’immobile di viale Timavo per ospitare l’Università». All’incontro di lunedì scorso, oltre allo stesso vescovo, erano presenti infatti anche il sindaco, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, il presidente della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, quello di Unindustria, Mauro Severi, il presidente Acer, Marco Corradi, e il rettore dell’Università, Angelo Oreste Andrisano. «I problemi da risolvere sono ancora molti – aggiungono dalla Diocesi – ma vi è la disponibilità di tutti gli enti coinvolti a impegnarsi per rendere operativa l’apertura delle nuove aule per il mese di settembre 2019».

Grande soddisfazione è stata espressa dal rettore, Angelo Oreste Andrisano: «Colgo l’occasione per ringraziare sua eccellenza Camisasca che, con grande sensibilità ha saputo cogliere le esigenze dell’ateneo che si sta espandendo, sta incrementando le immatricolazioni e potenziando il corpo docente, con una necessità sia nel breve che nel medio periodo di aumenti di spazi per attività didattiche, studi di docenti e laboratori di ricerca».

Ancora da definire i dettagli tecnici dell’accordo. Ma tutti gli enti coinvolti dovrebbero contribuire alla riqualificazione dell’edificio. «Questa disponibilità della diocesi è stata colta dall’ateneo come una grande opportunità che consentirà di rivedere l’assetto logistico dei dipartimenti universitari insediati su Reggio – aggiunge il rettore – Palazzo Dossetti, il Campus San Lazzaro e il seminario saranno nel prossimo futuro i tre insediamenti più importanti dell’ateneo, su cui si costruirà lo sviluppo nella sede di Reggio. A grandi linee, San Lazzaro avrà sempre più una vocazione legata all’ingegneria, secondo una visione condivisa anche dalla Regione. A Palazzo Dossetti rimarrà uno dei dipartimenti, presumo quello di economia. Cercheremo la soluzione migliore anche gli spazi del Centro E-learning. Il quadro complessivo è attualmente ancora allo studio».

Evaristo Sparvieri

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